Viterbo – “Stefano Vive”. La scritta sta fuori la chiesa del Sacro Cuore al Pilastro dove don Flavio ha celebrato i funerali di Stefano Camilli, il giovane vigilantes di 46 anni che si è tolto la vita il 6 maggio scorso.
A salutarlo parenti, amici, i ragazzi della Viterbese, la squadra di cui Camilli era tifoso, che hanno dato il proprio addio con bandiere, striscioni e foto. In maniera esemplare.
Fuori il silenzio, con la digos della questura di Viterbo che ha monitorato il tutto in maniera discreta.
Al funerale è presente anche il sindaco di Viterbo Giovanni Arena.
Tanti i ragazzi e le ragazze della Viterbese che hanno voluto salutare Stefano Camilli. Passando di fronte alla chiesa, uno a uno, senza aggregazioni e senza violare le norme stabilite dai decreti del governo per l’emergenza Coronavirus. Tutti con mascherine gialle e blu e a distanza gli uni dagli altri.
Agli alberi di fronte alla chiesa, le bandiere di “Antichi Valori”, gruppo storico della tifoseria viterbese di cui Stefano Camilli faceva parte, che nei giorni scorsi ha organizzato una raccolta fondi in favore della famiglia del giovane vigilantes.
Tanta la solidarietà attorno a Stefano e alla sua famiglia. Un uomo amato, conosciuto e ricordato da chiunque come una persona per bene. Che mancherà a tutti.
Continuando a vivere nel cuore della città e a nord del Rocchi lungo la Palazzina, dove le bandiere giallo blu da adesso in poi sventoleranno anche in suo nome.
Daniele Camilli

