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Tarquinia – Arenili deserti. Stabilimenti balneari, bar e ristoranti chiusi. Parcheggi vuoti. L’unico rumore quello della brezza che soffia forte.
È il primo maggio di Tarquinia Lido, ai tempi del Coronavirus.
Niente Mostra mercato delle macchine agricole. Niente fila chilometrica di auto sull’ex provinciale Porto Clementino, per andare in spiaggia o passeggiare tra stand e bancarelle.
Un’altra tradizione che il Covid-19 quest’anno ha interrotto, disegnando uno scenario tutto diverso per la festa dei lavoratori che, nella città etrusca, inaugura l’inizio della bella stagione.
I controlli di polizia, guardia di finanza, carabinieri e polizia locale sono serrati sulle strade di accesso al Lido e alle altre località balneari.
Anche in centro i posti di blocco non mancano.
Le macchine in giro sono poche. Così come le persone. Solo qualcuno che porta a spasso il cane.
I tarquiniesi stanno rispettando le disposizioni per limitare la diffusione dell’epidemia, anche in questo ponte del primo maggio.
Daniele Aiello Belardinelli




