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“I tarquiniesi devono riprendersi il loro territorio, lunedì riapro il mare”

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Alessandro Giulivi

Alessandro Giulivi

Tarquinia - Primo maggio, lungomare di Tarquinia lido

Tarquinia – Il lungomare deserto il primo maggio

Tarquinia deserta - Il giardino di Piazzale Europa

Tarquinia deserta – Il giardino di Piazzale Europa

Tarquinia – Fra i primi sindaci a firmare un’ordinanza anticoronavirus tra le più restrittive d’Italia, il primo cittadino di Tarquinia Alessandro Giulivi è ora pronto per la Fase 2. “Il governo ha sbagliato tutti i tempi – dice -. Quando doveva chiudere, non l’ha fatto subito. Mentre ora, che almeno alcuni territori possono ripartire, sta andando lentamente”. E dopo un primo maggio deserto, come mai si era visto, il lido è pronto a riaccogliere tutti quei cittadini che vogliono fare attività all’aria aperta. “Lunedì – annuncia Giulivi – riapro il litorale e i parchi”. Per quanto riguarda la stagione estiva, invece, aggiunge: “Governo e Regione ci diano almeno la data per aprire gli stabilimenti, sennò qui moriamo tutti di fame”.

Sindaco, il primo maggio Tarquinia, in particolar modo il lido, era deserta…
“C’era il vuoto. Ho rivisto le foto dello scorso anno, quando all’inaugurazione della Mostra mercato delle macchine agricole c’era anche Salvini, e sembra passato un secolo…”.

Ma sta per iniziare la Fase 2…
“Lunedì, dopo due mesi, riapro il litorale e i parchi per le attività sportive individuali. I tarquiniesi devono riprendersi il loro territorio, e spero che questo sia il primo passo verso la ripresa”.

Sarà un “libera tutti”?
“Non ho ancora capito come funziona per chi ha la seconda casa: se ci può andare oppure no. Per questo dobbiamo attendere che il governo ci dica cosa succederà dopo il 4 maggio. Ma chi abita a Tarquinia può uscire per andare a fare una passeggiata al mare. I controlli continueranno a esserci. Ricordo che per gli spostamenti all’interno del comune è ancora prevista l’autocertificazione, mentre quelli da comune a comune restano vietati se non per determinate necessità. Io credo molto nel buon senso dei miei concittadini, ed è per questo che non ho previsto un numero massimo di persone che contemporaneamente possano accedere al lido o ai parchi. Durante questo lockdown i tarquiniesi hanno fatto degli sforzi importanti, e sono sicuro che non ci saranno assembramenti. Quando ho riaperto il cimitero, ad esempio, si sono comportati correttamente. Sanno che la libertà è importante, ma anche che con il Coronavirus non si scherza”.

Che ne sarà della stagione estiva?
“Bisogna vedere se riusciremo a salvarla… almeno in parte. Lunedì è in programma una riunione via Skype con la Regione e mi auguro che, con il governo, ci dia almeno la data per poter aprire gli stabilimenti balneari e partire. Senza l’estate, Tarquinia è morta. Se almeno gli italiani potranno circolare liberamente e venire al mare e nei nostri ristoranti, a vedere il museo e la necropoli, forse proveremo a non morire di fame”.

La Fase 2 se la aspettava così o si poteva/doveva fare di più?
“Ma questa non è altro che la Fase 1 rivisitata. A parte la visita ai congiunti, il resto è rimasto uguale. Secondo me il governo sta sbagliando tutti i tempi. Quando doveva chiudere non l’ha fatto e ci hanno dovuto pensare i sindaci. Ora, che almeno alcuni territori possono riaprire, sta invece andando lentamente. Io avrei riaperto la maggior parte delle attività, che a Tarquinia farebbero ripartire l’economia. È dalla riapertura che dipende il futuro dell’Italia intera. Dobbiamo ricordarci che il Covid c’è ancora, ma se non impariamo a conviverci moriremo di fame. Altro che di virus…”.

Qual è la situazione dei contagi a Tarquinia?
“Stanno diminuendo. Venerdì sono guarite altre quattro persone e ha riaperto l’ospedale, che ora è tornato ad essere pienamente operativo. I tarquiniesi hanno acquisito consapevolezza: indossano la mascherina e mantengono le distanze. Fino a qualche mese fa tutto ciò era totalmente distante dalle nostre abitudini, ma ora è diventata la normalità. E questo ci aiuterà molto nella ripartenza”.

Raffaele Strocchia


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