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“Temo che il calcio dilettanti non potrà ripartire nemmeno a settembre”

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Sport - Bomarzo calcio - Il presidente Sandro Bannella

Sport – Bomarzo calcio – Il presidente Sandro Bannella

Bomarzo – Tutelare la salute dei giocatori, adeguare le strutture alle norme sul distanziamento sociale e far quadrare i conti senza le entrate di sponsor o sagre. Secondo il presidente del Bomarzo Sandro Bannella, dopo il ciclone del Coronavirus “il calcio farà tanta fatica a ripartire. E se ci riuscirà, almeno per noi dilettanti, non sarà alle condizioni di prima”.

Bannella è uno delle migliaia di dirigenti di società sportive italiane che si trova di punto in bianco a dover ridisegnare il futuro della sua associazione, senza nessuna certezza su quando e come poter riprendere l’attività. “Attualmente non sappiamo nemmeno cosa ha deciso la federazione per concludere la stagione in corso – dice -. E sarebbe opportuno che una comunicazione arrivi in fretta, perché così possiamo almeno provare a fare qualche programma”.

Il Bomarzo milita nel campionato regionale di Promozione, ma Bannella è già certo che a quei livelli non potrà andare avanti. “Noi ci tenevamo a galla, e con tanti sacrifici, con gli incassi delle sagre estive e l’aiuto di qualche sponsor. Le sagre dubito fortemente che si potranno svolgere, mentre la batosta che è arrivata con questo lockdown bloccherà gli investimenti pubblicitari. Questo significa che sicuramente avremo un budget molto ridotto a disposizione, e come noi tante altre società”.

Senza contare il problema principale: fare attività in sicurezza. Secondo il presidente del Bomarzo, per una società dilettantistica è “praticamente impossibile rispettare i protocolli sanitari così come sono ora. Premesso che nel calcio il contatto fisico non è eliminabile, bisognerebbe ricostruire il 90% degli impianti dove si va a giocare, perché quasi nessuno ha spogliatoi abbastanza grandi per garantire il distanziamento sociale”.

Come andare avanti, dunque? Bannella è drastico: “Io temo che la stagione 2020/21, almeno per noi dilettanti, non partirà a settembre, perché non ci saranno le condizioni di sicurezza. Magari si potrebbe sperare in gennaio, trovando una formula per fare meno partite, contenere le spese e salvare la stagione”.

“Però – aggiunge il patron bomarzese – servirà che tutti entrino nell’ottica che con il Coronavirus è finita un’era. Per almeno 2-3 anni certi budget saranno improponibili per qualsiasi società. Sarà un calcio ridimensionato, quasi romantico, fatto da amici che giocano per divertirsi e senza guardare l’aspetto economico, come succedeva tanti anni fa. Questo è l’unico scenario che immagino per il futuro dello sport, e sono convinto che non basterà comunque a scongiurare la chiusura di tante squadre”.

Alessandro Castellani


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