Viterbo – Che sfiga, però. Proprio mentre governano quelli per i quali uno vale uno doveva arrivare sto virus che, lui per primo, è diverso dagli altri perfino nelle preferenze geografiche, il nord meglio del sud.
Di fronte a un tale sovvertimento si sono rivolti agli esperti e figuriamoci se un accademico o un luminare si sente come un altro! Scienziati, medici generici, specialisti, ricercatori, primari e per ogni specie classifiche, sotto e sopra categorie, quelli in laboratorio e quelli in tv, quelli in ospedale e quelli negli ambulatori, quelli popolari con nomi e facce note e i morti sul campo da considerare collettivamente, numeri da inceneritori e fosse comuni.
Poi schieramenti a formazione variabile di economisti, sociologi, psicologi, markettari nel senso di specialisti in marketing, ma anche no. Quasi cinquecento, nessuno uguale ad un altro perchè l’esperto di traffico non lo chiami a sistemare i tavoli del ristorante, lo psicologo a scegliere guanti e mascherine, un mai eletto a fare il presidente del consiglio. O forse sì, l’eccezione che conferma la regola.
Questi esperti, almeno per gratitudine verso chi li ha scelti, progettano una società di uguali?
Macchè! Se è vero quel che si è detto, avrebbero pensato che un sessantenne non vale uno più giovane. Ma quando hanno provato a richiamarli con un “Lei dove si mette? Vada ai domiciliari come tutti gli altri vecchi!”, Sergio Mattarella 78 anni, Giorgio Napolitano 94, Berlusconi 83, mezza Corte Costituzionale, i capi della Magistratura, le grandi firme a cominciare da Scalfari 96 anni, i grandi industriali, Del Vecchio 84 e il più ricco d’Italia, Carlo De Benedetti 85 anni, Giovanni Bazoli 87 con colleghi banchieri, Renzo Arbore 82, Peppino di Capri 80 e compagnia cantando, questi e quelli che come loro non giocano a bocce hanno appena mosso il ciglio e gli esperti hanno rinculato zitti, zitti. D’altronde, provate a far cantare Champagne o Il clarinetto a Vito Crimi, poi vedrete. Altro che uno uguale a uno.
E le donne? Da far lavorare in casa e fuori casa più degli uomini, perché son diverse, non hanno i testicoli e il covid 19 – hanno ritenuto – preferirebbe queste appendici anatomiche che sono due e anch’esse diverse, una di destra e una di sinistra.
Ce n’è anche per i bambini, infettabili per alcuni, refrattari per altri e da distinguere a scuola: quelli con la penna e i colori in aula, quelli col computer e il mouse a casa e quelli senza banco e senza tablet che non scrivono, non leggono, non studiano. Impareranno mai che uno è uguale a uno?
Perfido questo virus. In economia ha fatto tirar fuori la classificazione Ateco per marcare la differenza, la disuguaglianza tra librai e parrucchieri, meccanici e preti, benzinai e avvocati, insomma chi può lavorare e chi no.
Pure in politica, un Renzi di governo e uno d’opposizione, un Salvini con Meloni e uno senza, un Berlusconi statista e uno già ai servizi sociali, uno Zingaretti della Pisana e uno di Franceschini, l’Europa con la Germania più uno degli altri e Conte?
Ognun per sé, che il virus si calmi e che Dio ce lo mandi buono, lui che sa fare le differenze perché le ha inventate e il figlio è quello delle parabole dei talenti distribuiti a ciascuno in numero diverso e del figliol prodigo, lo scialacquatore diverso dal fratello serio, lavoratore e, naturalmente, meno festeggiato. Perché uno non vale uno, c’est la vie!
Renzo Trappolini
