Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “Le regioni prendono pieni poteri con un documento striminzito, in attesa di nuove disposizioni, tramite dpcm, quando quello precedente deve essere ancora firmato e siamo a due soli giorni dalle ipotetiche aperture. Produttori, distributori, ristoratori sono incatenati alle evidenti difficoltà economiche (pregresse) e casualmente, dopo mesi di morti e blindature domestiche, il Covid (con questo nuovo accordo) svanisce nel nulla”.
Paolo Bianchini (Movimento Imprese Ospitalità) spiega: “Vogliamo aprire, ma con regole chiare e certe, perché in questo modo continuate a spingerci nel baratro. Non vogliamo documenti confusi nei quali leggiamo parole tipo ‘privilegiare’, ‘potrà’: qui c’è poco da privilegiare, lo Stato deve assumersi la responsabilità di dirci cosa possiamo fare nei locali senza scaricare (su di noi) le responsabilità civili e penali, ma soprattutto ci deve aiutare con la liquidità (passata e futura)”.
“È ora di farla finita – conclude Bianchini – di procedere in modo evasivo, attraverso linee guida incerte. Avete speso soldi pubblici per le task force (450 membri) e alla fine chi decide? I governatori delle regioni? Perfetto, restituite immediatamente i soldi agli italiani: non è ciò che meritiamo, questo gioco al massacro deve finire”.
Movimento Imprese Ospitalità
