Roma – Da 3mila positivi a 1500 nel giro di due settimane. È il calo del Coronavirus registrato nel Lazio dal primo a 15 giugno. Con i ricoverati scesi da 600 a 300.
Gli ultimi numeri arrivano dalla regione, nell’incontro allo Spallanzani sui risultati dei primi centomila test sierologici eseguiti.
Su 108.404 test, il dato di positività è quello atteso, pari al 2,4%, ovvero 2636 persone con presenza d’anticorpi: “Di questi – spiega l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato – 160 sono risultati successivamente positivi al virus in forma asintomatica, avendo effettuato il tampone.
Il test ha riguardato 59.057 operatori sanitari, 25.352 nelle forze dell’ordine, 4309 d’altre istituzioni e 19.686 d’accesso spontaneo”.
La positività al tampone è pari allo 0.15%, che varia da un gruppo all’altro. Da quello molto basso delle forze dell’ordine, 0,02%, allo 0,21% degli operatori sanitari, come ricordato dal direttore sanitario dello Spallanzani, Vaia.
“Il primo giugno – spiega Francesco Vaia – avevamo circa tremila persone Covid positive e 600 ricoverate. Oggi sfioriamo 1500 positivi e 300 ricoverati”. Il quadro è incoraggiante, ma il direttore scientifico dello Spallanzani Giuseppe Ippoliti invita a non lasciarsi prendere da facili ottimismi.
“Basta poco per far ripartire l’epidemia – dice Ippoliti – bene ha fatto il presidente Zingaretti con l’ordinanza a mantenere un periodo maggiore per alcune attività rispetto al decreto del governo, perché il virus circola ancora.
Vanno mantenute le misure di distanziamento e continuate a usare le attenzioni di prima. Ci vuole veramente poco a perdere il lavoro fatto fin qui”.
Sulla stessa linea il presidente della regione Zingaretti, che ricorda come da Pechino arrivino notizie che invitano a mantenere alta l’attenzione.
Adesso prudenza e in autunno nuove azioni. “Stiamo pianificando provvedimenti – anticipa Zingaretti – per recuperare i ritardi nelle cure sanitarie dovuti all’impegno per il Coronavirus.
Pensiamo a una campagna scuola sicura, con test sierologici a tutto il personale e penso che i seggi elettorali stavolta non dovrebbero essere messi nelle aule ma in altri spazi pubblici”.
Quindi il vaccino antinfluenzale: “In modo massiccio – osserva Zingaretti – per tutelare innanzitutto la vita degli anziani”.
Giuseppe Ferlicca



