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“Acqua autogestita e non potabile nella zona artigianale Le Guardie, si può andare avanti così?”

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Montefiascone - La zona artigianale "Le Guardie"

Montefiascone – La zona artigianale “Le Guardie”

Montefiascone - La zona artigianale "Le Guardie" - L'associazione delle attività

Montefiascone – La zona artigianale “Le Guardie” – L’associazione delle attività commerciali

Montefiascone - La zona artigianale "Le Guardie"

Montefiascone – La zona artigianale “Le Guardie”

Montefiascone - La zona artigianale "Le Guardie"

Montefiascone – La zona artigianale “Le Guardie”

Montefiascone - La zona artigianale "Le Guardie"

Montefiascone – La zona artigianale “Le Guardie”

Montefiascone – “Zona artigianale Le Guardie: acqua autogestita e non potabile, si può andare avanti così?”. Il titolare di una attività industriale, a nome di tutti i ventiquattro esercizi commerciali dell’area, sul problema idrico che “flagella” la zona industriale sulla Umbro Casentinese a Montefiascone.

Un problema quello dell’acqua nella zona artigianale, industriale e commerciale “Le Guardie” emerso molti anni fa e purtroppo mai risolto.

“A causa della distanza con il centro del paese – racconta il titolare di uno stabilimento a nome di tutte le attività presenti -, con l’impossibilità di portare l’acquedotto venne realizzato per la zona industriale un pozzo artesiano con delle pompe per servire tutte le attività della zona. Poi con gli anni la Cofia, che gestiva tutta l’area, ha ceduto le opere di urbanizzazione al comune di Montefiascone compresi il pozzo e le pompe”.

Poi il comune ha coinvolto la Talete, come gestore idrico di Montefiascone, per il servizio nella zona industriale.

“Poi il comune ha passato tutto a Talete – spiega il titolare dell’attività -. La società idrica ha pagato per diverso tempo le bollette dell’energia elettrica delle pompe che dal pozzo portano l’acqua nelle varie strutture senza fare nessun lavoro e né tantomeno allacci a noi attività. Dopo la crisi cha ha colpito la società, la Talete ha sospeso il pagamento delle bollette dell’energia elettrica staccando il contatore in quanto erano per la società soltanto spese senza nessuna entrata poiché non esiste nessun allaccio”.

Per questo tutte le ventiquattro attività presenti si sono unite formando l’associazione “Le Guardie” per poter almeno avere un contatore dell’energia elettrica e quindi far funzionare le pompe ed avere acqua nei vari stabilimenti.

“Per questo noi commercianti della zona – continua il titolare – abbiamo dovuto costituire un’associazione chiamata per l’appunto ‘Le Guardie’ per poter avere  un contatore della luce per poter far funzionare le pompe. Da anni l’acqua nella zona artigianale è autogestita da noi. Acqua che purtroppo non è neanche potabile. Inoltre paghiamo le bollette della luce e i costi della manutenzione delle pompe”.

A causa della non potabilità dell’acqua alcune attività hanno dovuto installare costosi impianti di depurazione per poter svolgere, a norma di legge, il loro lavoro.

“In sostanza – conclude il titolare a nome di tutte le attività della zona – il comune ha delegato Talete a gestire l’acqua nella zona ma al momento non sappiamo nulla. Ad oggi sono le attività commerciali che autogestiscono il servizio idrico pagando le bollette della luce, effettuando la manutenzione delle pompe e non avendo nemmeno l’acqua potabile. Si può andare avanti così?”.

Michele Mari


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