Roma – Arrivano i Btp Futura, emissione dal 6 luglio e durata di 10 anni.
Emissione dal 6 luglio, durata di 10 anni, cedole semestrali ancora da stabilire, premio fedeltà per chi lo tiene fino a scadenza pari all’1% del capitale. Il Tesoro ha pubblicato la scheda informativa del Btp Futura e queste sono alcune delle sue caratteristiche.
Il primo titolo di stato, dedicato esclusivamente al risparmiatore retail, verrà emesso da lunedì 6 luglio a venerdì 10 luglio 2020 (fino alle 13) e, come specifica la nota, sarà “interamente destinato a finanziarie le diverse misure previste per il sostegno del reddito e la tutela del lavoro, il rafforzamento del sistema sanitario nazionale e il sostegno a famiglie e imprese italiane nonché il rilancio dell’economia nazionale”.
La nota specifica che “il titolo avrà una scadenza di 10 anni e sarà previsto un premio fedeltà pari all’1% del capitale investito, che potrà aumentare fino a un massimo del 3% dell’ammontare sottoscritto, sulla base della media del tasso di crescita annuo del Pil nominale dell’Italia registrato dall’Istat nel periodo di vita del titolo, per coloro che lo acquistano all’emissione e lo detengono fino a scadenza”.
Il Btp Futura presenta cedole nominali semestrali calcolate sulla base di tassi prefissati e crescenti nel tempo. “Le cedole – aggiunge la nota – pagate con cadenza semestrale, verranno calcolate in base a un dato tasso cedolare fisso per i primi 4 anni, che aumenta una prima volta per i successivi 3 anni e una seconda volta per gli ultimi 3 anni di vita del titolo prima della scadenza. La serie dei tassi cedolari minimi garantiti di questa prima emissione del Btp Futura sarà comunicata al pubblico il giorno venerdì 3 luglio 2020, mentre i tassi cedolari definitivi saranno annunciati alla chiusura del collocamento, il giorno 10 luglio, e non potranno comunque essere inferiori ai tassi cedolari minimi garantiti comunicati all’avvio del collocamento. Inoltre, il tasso cedolare dei primi 4 anni resterà invariato, mentre in base alle condizioni di mercato potranno essere rivisti a rialzo solo i tassi successivi al primo”.
