Viterbo – “La pandemia ha fatto tabula rasa. Sono saltate le prenotazioni di tutto quanto l’anno. E stiamo ancora con il punto interrogativo”. Stefania Foglietta gestisce un B&b nel centro storico di Viterbo. Ha deciso di non aprire. Non ancora.
Un B&b a pochi passi dal quartiere medievale San Pellegrino, quello di turisti e locali. Aperitivo, cena, bevuta e beni culturali. Tra i due poli di piazza del comune col palazzo dei priori e il colle del duomo con quello dei papi e la cattedrale.
Viterbo – Il B&b La Fontaine
“Siamo aperti dal 2013 – racconta Stefania Foglietta -. Abbiamo iniziato per scherzo, perché avevamo questo palazzo antico. Affittiamo 3 stanze e io con la mia famiglia abitiamo al piano di sopra. Poi è diventato un lavoro vero e proprio. Fino alla pandemia che c’ha bloccato. Tutte le prenotazioni sono state disdette, cancellate. Questo fino al prossimo autunno. Nel frattempo abbiamo approfittato per ritinteggiare i locali e fare qualche altro lavoro all’interno”.
Viterbo – Stefania Foglietta
Il B&b di Stefania Foglietta si chiama La Fontaine, come la via dedicata al cardinale in cui si trova. Quella che taglia in due la zona storica lungo una dorsale ad ovest che separa la parte duecentesca, trecentesca del centro da quelle successive tra via Cavour e il teatro.
Un B&b, quello di Stefania Foglietta, che è anche residenza d’epoca. “Risale al 1200 – spiega Foglietta -, con camini e portali d’epoca”. Una struttura che con gli anni è diventata un vero e proprio piccolo punto di riferimento per i flussi turistici che attraversano Viterbo. Poi di botto il Covid che ha fatto chiudere tutto proprio all’inizio di una stagione turistica che sembrava veramente promettente. Una situazione che è caduta addosso a b&b e strutture alberghiere in generale come un macigno. Tant’è vero che ad oggi, secondo Federalberghi, soltanto la metà degli alberghi, dei b&b e degli hotel di Viterbo ha riaperto i battenti dopo la fine della fase più dura dell’emergenza.
Viterbo – Il centro storico
“Abbiamo iniziato la stagione che era bel tempo – sottolinea Stefania Foglietta -. Gennaio e febbraio ha fatto caldo. La stagione era partita prima. C’erano tutti i ponti, il primo maggio, il 2 giugno. San Pellegrino in fiore. Caffeina. A luglio io andavo al mare. Per poi riprendere ad agosto che è un altro mese in cui si lavora tanto. Quest’anno è stato cancellato tutto. E stiamo ancora con il punto interrogativo. Non abbiamo ancora riaperto, aspettiamo di vedere se si muove qualcosa. Riapriremo comunque tra una decina di giorni”.
Un’intera stagione bruciata e un fatturato che probabilmente non verrà più ammortizzato. Il punto non è infatti la presenza più o meno numerosa delle persone in centro la sera, che ci sta tutta, tra mesi di clausura e locali dove non si può entrare e quindi si sta per forza pure più in strada di prima. La questione è che tante realtà economiche dell’indotto turistico sembrano non aver riaperto. Altre hanno chiuso o lo stanno facendo. Altre ancora, chi ha aperto, sta portando comunque avanti le cose con il fiato sospeso. Il rischio non è quindi la gente che sta in strada, più o meno di prima. Ma che crolli tutto da un momento all’altro.
In un centro storico, fra l’altro, in questa fase, pure meno appetibile rispetto al passato. Monumenti chiusi, cantieri in diversi punti, palazzi demoliti e la loggia dei papi fasciata.
Viterbo – Stefania Foglietta
Qualche turista inizia comunque ad affacciarsi. Ma sono pochi. “In giro – commenta infatti Stefania Foglietta – ci sono ancora pochi turisti. Magari con l’apertura delle terme il sabato qualcosa cambia. La situazione è uguale dappertutto. Chi ha aperto capita che mi chiami per dirmi se gli posso passare i clienti. E ciò significa che i B&b oggi sono vuoti”.
Viterbo – Via Cardinal La Fontaine
Infine l’altro motivo per cui Stefania Foglietta. La paura che tutto non sia ancora finito. “Diversi clienti – spiega Stefania Foglietta – vengono dal nord. E non gli possiamo dire no perché vieni da Bergamo o da Milano. Quindi abbiamo deciso di restare chiusi. Io e la mia famiglia abitiamo al piano di sopra. Lì, c’è anche mio padre. E io sinceramente ho ancora un po’ di paura. Perché questa cosa del virus non è ancora finita. E noi stando a contatto con il turismo siamo esposti. Poi, sai, fosse una casa vacanze dove non ci vivi. Noi invece lì ci stiamo”.
Daniele Camilli




