Viterbo – (g.f.) – Il Cev ancora in piedi per una causa da 300mila euro. A spiegarlo, in consiglio comunale il liquidatore della società partecipata Marzoli.
Il contenzioso è noto, meno si sapeva della cifra, che è importante.
“In primo grado abbiamo vinto – spiega Cinzia Marzioli in consiglio comunale – si tratta di una causa importante”.
La società, che gestiva la nettezza urbana e non solo, prima che il servizio fosse affidato all’esterno, ormai da anni è in attesa d’essere chiusa e nei fatti non è più operativa.
Resta in vita, proprio per questa pendenza con un fornitore. Solo che la prossima udienza è stata spostata a marzo 2021.
Lunga vita al Cev? In consiglio comunale sperano di no e nemmeno il liquidatore. “I tempi lunghi del procedimento – spiega Marzoli – stanno facendo allungare anche i tempi della liquidazione”. Essendo il comune socio unico, quindi unico soggetto chiamato in causa, in consiglio è stata avanzata la proposta di chiudere la società, con il contenzioso che rimane in capo all’amministrazione.
A quanto pare non si può. Sono entità separate, la norma non lo prevede. Resta la possibilità di transare, purché convenga all’ente.
“Dalla controparte è arrivata una proposta che non è possibile accettare – spiega il ragioniere capo Rasi – essendo il giudizio pendente nettamente a favore dell’amministrazione. Le ipotesi di soccombenza per l’ente sono ridotte al lumicino, la parte ne deve tenere conto”.
Altra ipotesi, chiedere l’anticipazione della sentenza, seppure a causa del Coronavirus, si rischia di andare ancora più avanti nel tempo. Cev vicenda infinita.
