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“Il colore della mia pelle è stato motivo di sofferenza moltissime volte”

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Viterbo – La manifestazione a piazza della Repubblica è appena finita. Omar si avvicina e confida: “L’avrei sempre voluto fare”. Poi aggiunge, “il colore della mia pelle è stato motivo di sofferenza moltissime volte”. L’aveva già detto poco prima, quand’è intervenuto sul palco improvvisato del Black lives matter. Anche a Viterbo, tra la piazza con il monumento dedicato ai facchini e l’imbocco di via della Sapienza. Le manifestazioni messe in piedi in tutto il mondo dopo che a Minneapolis negli Stati Uniti un poliziotto ha ammazzato, soffocandolo sotto il proprio peso, l’ennesimo afroamericano. Si chiamava George Floyd. L’ultimo pochissimi giorni fa, ad Atlanta. Questa volta con tre colpi di pistola. Sparati alla schiena. Si chiamava Rayshard Brooks.


Viterbo - Omar Neffati

Viterbo – Omar Neffati


“Il colore della mia pelle è stato motivo di sofferenza moltissime volte – aveva già detto dal palco Omar Neffati, il principale animatore del Black lives matter viterbese -. La discriminazione passa attraverso le piccole azioni quotidiane. Oppure quando ti dicono, tra le altre cose, ‘quanto parli bene l’italiano’ o da ‘quanto tempo sono qui’. Senza rendersi conto che io sono cresciuto in Italia. E’ ovvio che parli bene l’italiano. Farmelo notare significa però non considerarmi parte della comunità. Un eterno straniero. Si muore di razzismo anche in Italia. E in Italia, di razzismo si muore così”. Costringendo le persone a vivere ai margini dei contesti lavorativi e sociali. Per essere sfruttati meglio. Magari per diventare, in caso di necessità, pure bersaglio. 



Le conseguenze economiche dell’emergenza Covid stanno facendo chiudere le attività economiche, più della metà dei lavoratori del settore privato, come ha fatto notare qualche settimana fa Banca d’Italia, è finito in cassa integrazione e queste ultime vengono pagate con ritardo. Chi lavorava in nero, spesso molti stranieri, è stato “licenziato” in tronco. “Chi è rimasto al lavoro, in campagna – ha fatto notare Neffati nel corso del Black lives matter – quella da cui arrivavano il pranzo e la cena quando tutto il paese era fermo, avrebbe fatto turni di 12, 13 ore. Anche per mandare avanti aziende e profitti”. Per poi ritrovarsi di fronte a una regolarizzazione che non risponde ai bisogni di un bracciantato agricolo sempre più sfruttato. E composto soprattutto da lavoratori stranieri extracomunitari. Sempre più sfruttati.


Viterbo - Il Black lives matter

Viterbo – Il Black lives matter


“Io muoio di razzismo ogni volta che vengo giudicato per il colore della mia pelle”, ha detto Omar Neffati dal palco a terra sabato scorso in piazza. Lo ha ribadito più e più volte.


Viterbo - Il Black lives matter

Viterbo – Il Black lives matter


La sua è quella che i ricercatori hanno definito “seconda generazione”. Figli di stranieri immigrati. Figli nati o cresciuti in Italia per buona parte della loro vita. Come Omar Neffati, che in Italia c’è arrivato a 4 mesi dalla Tunisia, 25 anni fa. E da sempre abita a Sutri. Tra Roma, di cui ha l’accento, nella sua variante sutrina, e Viterbo, dove da diverso tempo fa politica con i giovani del Partito democratico. Ha fatto il liceo pedagogico a Bassano Romano e adesso lavora nel servizio civile. Però, la cittadinanza italiana nessuno gliel’ha ancora mai data. 


Viterbo - Omar Neffati

Viterbo – Omar Neffati


Al censimento del 1981 gli stranieri residenti in Italia e erano 210 mila, di cui il 60 per cento europei occidentali. Oggi la popolazione straniera supera i 7 milioni di abitanti, circa il 12% della popolazione dimorante nel paese. 

In tale contesto, secondo i dati dell’ultimo rapporto Istat, al 1° gennaio 2018 i minori di seconda generazione, stranieri o italiani per acquisizione, sono un milione e 316 mila. Il 13% della popolazione minorenne complessiva, di cui tre su quattro sono nati sul territorio nazionale (991 mila). La cosiddetta “seconda generazione” in senso stretto.


Viterbo - Il Black lives matter

Viterbo – Il Black lives matter


Sempre tra i minorenni in Italia, al 1° gennaio 2018, sono 778 mila gli stranieri nati sul territorio nazionale da genitori stranieri, 213 mila i naturalizzati italiani figli di genitori stranieri, 263 mila gli stranieri nati all’estero e che poi si sono trasferiti in Italia. Sono infine 62 mila i naturalizzati italiani nati all’estero.

Dal rapporto Istat si ricava inoltre come il 93% degli stranieri nella fascia d’età 0-5 anni sia nato in Italia. E poi, il 79,2% dai 6 ai 10 anni, il 59,9% tra gli 11 e i 13, e il 37,5% dai 14 ai 17.


Viterbo - Il Black lives matter

Viterbo – Il Black lives matter


“Tutto ciò che i media e gli specialisti – spiega lo scrittore Tahar Ben Jelloun nel libro Nadia – sono riusciti a trovare è stato di dare un numero a questa generazione: la seconda. Così classificati, eravamo partiti male per forza. Si dimenticava che non siamo immigrati. Non abbiamo fatto il viaggio. Non abbiamo attraversato il Mediterraneo. Siamo nati qui, su questa terra… con facce da arabi, in periferie abitate da arabi, con problemi da arabi e un avvenire da arabi… siamo i figli di città in transito; siamo arrivati senza che nessuno sia stato avvertito, senza che nessun ci attendesse; siamo centinaia e migliaia… ci troviamo qui con facce quasi umane, con un linguaggio quasi civile… siamo qui a chiederci perché siamo qui e cosa ci stiamo a fare?”. 


Viterbo - Il Black lives matter

Viterbo – Il Black lives matter


“È giunto il momento di reagire – ha detto dal microfono l’altra sera Neffati – e di smetterla di porre l’altra faccia. Perché non sono io ad essere sbagliato ma sono loro che mi hanno fatto vergognare di essere nero. Non ci fermeremo finché giustizia non sarà fatta. Non ci fermeremo finché non ci sarà più razzismo”.


Viterbo - Il Black lives matter

Viterbo – Il Black lives matter


In piazza della Repubblica, sabato scorso, saranno stati in tutto un centinaio di ragazzi, c’erano anche dei giovani africani. Del quartiere San Faustino e dei centri di accoglienza. Una presenza che sembrava spontanea. Con cartelli scritti e portati da casa. Rifugiati. Il resto erano soprattutto studenti delle superiori e in parte dell’Unitus. Con le loro organizzazioni. Prima fra tutte la Rete degli studenti. Alcuni, come Omar Neffati, “seconde generazioni”. Attorno, come una specie di servizio d’ordine, esponenti del mondo sindacale e delle associazioni di categoria. Realtà che lavorano anche con il mondo della scuola dove oggi, a Viterbo, in particolar modo negli istituti tecnici, i giovani stranieri oscillano tra il 20 e il 30% del totale degli studenti. Tant’è vero che l’istituto tecnico tecnologico Da Vinci, l’ex Itis, storica e importante scuola superiore della Tuscia, già da tempo ha attivato la cattedra di “materia alternativa alla religione cattolica”. Per tutti coloro che non vogliono seguire l’ora di religione. Ormai più di un terzo degli studenti.


Viterbo - Il Black lives matter

Viterbo – Il Black lives matter


Nella Tuscia, fonte Istat, dati 2019, la popolazione straniera conta più di 31 mila persone. Il 10% di tutti i residenti della provincia di Viterbo. Quindicimila uomini e 16 mila donne. I minori rappresentano circa il 20% della popolazione straniera (55% ragazzi e 45% ragazze) e tantissimi di loro sono nati in Italia rispecchiando in qualche modo le percentuali a livello nazionale diffuse da Istat.

La fascia d’età con una presenza più consistente è quella che va dai 30 ai 45 anni. Il 3% della popolazione straniera della Tuscia. Cinquanta per cento uomini e 50% donne.


Viterbo - Il Black lives matter

Viterbo – Il Black lives matter


Il 50% degli stranieri proviene da paesi dell’Unione europea (8 mila donne e 7 mila uomini). Il 44% dalla Romania e il restante 6% dagli altri paesi dell’unione. Il 67% dell’immigrazione è europea (12 mila donne, 9500 uomini). Il 14% arriva poi dal continente africano (3 mila uomini, 1600 donne), l’11% dall’Asia (2 mila uomini e 1700 donne), il 6,1% dall’America 740 uomini e 1200 donne) e lo 0,7% dall’Oceania. Nella Tuscia ci sono infine 13 apolidi. Tutti uomini.

Considerati i dati sulla popolazione straniera presente nella Tuscia, la religione con più fedeli è quella ortodossa, seguita poi dalla musulmana. Entrambe hanno poi stabili luoghi di culto nel capoluogo. La prima da almeno 20 anni. La seconda dal 2011. La religione ortodossa a Viterbo ha come punto di riferimento la chiesa di Sant’Ignazio in via Saffi. la chiesa realizzata dai gesuiti. La religione islamica la moschea di via Garbini.


Viterbo - Il Black lives matter

Viterbo – Il Black lives matter


La nazionalità più numerosa nella Tuscia è la rumena (44% della popolazione immigrata in provincia di Viterbo), seguita da quelle albanese (5%), marocchina (4,4%), ucraina (3%), macedone (2,8%), cingalese (2,6%), moldava (2,4%), nigeriana (2,4%), polacca (2,1%), indiana (1,7%), cinese (1,6%) e tunisina (1,3%). 

I comuni della Tuscia con più stranieri residenti sono Viterbo (capoluogo di provincia, 6800 stranieri), Civita Castellana (polo della ceramica, 2200), Vetralla (la prima grande cittadina lungo la Cassia subito dopo Roma, 1600). In tutti e tre i casi gli stranieri rappresentano circa il 10% del numero complessivo dei residenti.


Viterbo - Il Black lives matter

Viterbo – Il Black lives matter


Nel mondo del lavoro sono le nazionalità provenienti dai paesi dell’est Europa, circa il 60% della popolazione, a rivestire incarichi da caporeparto o, in ambito agricolo, quello di trattorista, una delle qualifiche più alte del mondo bracciantile. Una situazione che invece si inverte totalmente se si guarda alle qualifiche bracciantili più basse. Quelle che poi alla prova dei fatti risultano essere le più sfruttate. In tal caso le minoranze diventano maggioranze e il continente più in vista è quello africano.

Daniele Camilli


 Fotogallery: Il Black lives matter a piazza della Repubblica

Documento: Istat, le seconde generazioni in Italia

“Non ci fermeremo finché giustizia non sarà fatta”


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