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“Ha sferrato una sola coltellata per difendersi e l’ha ucciso…”

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Omicidio di Orte - L'arrestato Imade Robinson

Omicidio di Orte – L’arrestato Imade Robinson

La vittima Eugene Moses

La vittima Eugene Moses

Orte - Il centro d'accoglienza - La stanza dell'omicidio

Orte – Il centro d’accoglienza – La stanza dell’omicidio

Orte - Il centro d'accoglienza - Il corridoio interno

Orte – Il centro d’accoglienza – Il corridoio interno

Orte - Il centro d'accoglienza

Orte – Il centro d’accoglienza

Orte – “Una sola coltellata sferrata per difendersi dalla vittima, ma il colpo è arrivato appena sotto la clavicola ed è stato fatale”. Giuliano Migliorati, legale di Imade Robinson, il 21enne nigeriano fermato per l’omicidio del connazionale 35enne Eugene Moses, ricostruisce quei terribili momenti di domenica sera al centro di accoglienza Carpe Diem di Orte.

La tragedia è avvenuta intorno alle 21 di domenica. Una lite furibonda sfociata in tragedia per via di qualche dissapore che covava già da qualche giorno tra i nigeriani. I due, stando alle prime informazioni raccolte, avevano caratteri molto diversi: chiassoso e irascibile Eugene Moses, al contrario di Imade Robinson, descritto come un ragazzo più calmo ed educato.

“La vittima aveva più volte dato problemi in passato per il suo essere scalmanato, anche un po’ manesco – racconta Giuliano Migliorati, avvocato del 21enne Imade Robinson -. Era stato al centro di diverse scaramucce e aveva pure qualche precedente per lesioni. Già da qualche giorno aveva preso di mira il più giovane per delle sciocchezze, dei piccoli dissapori nati tra i due”.

Secondo le prime ricostruzioni qualche giorno fa, il 13 giugno, si era svolta la festa di compleanno della vittima, Eugene Moses, alla quale Imade Robinson non aveva partecipato. Il primo però, pare avesse preso in prestito una sedia al 21enne e gliel’aveva riconsegnata malconcia. Al che Robinson gliel’avrebbe fatto notare, un po’ infastidito.

I battibecchi sono continuati fino a degenerare domenica sera. “Moses è entrato nella stanza di Robinson armato di coltello – continua il legale Migliorati -. Prima si sono dati qualche spinta, poi il 35enne ha cercato di colpire il mio assistito, che si è tirato indietro e, per difendersi, ha preso anche lui un coltello e l’ha colpito. Un solo fendente, ma purtroppo è bastato per ucciderlo perché l’ha colpito sotto la clavicola, in un punto vitale”.

Inutili i soccorsi del personale del centro di accoglienza. Eugene Moses è morto in pochissimi minuti. E’ stato trovato in una pozza di sangue, con il battito cardiaco già fermo.

All’arrivo dei carabinieri Imade Robinson si è subito consegnato ai militari, sconvolto per quanto accaduto ed è stato ascoltato dal pm Franco Pacifici, titolare dell’inchiesta. Ora si trova in stato di fermo per omicidio, aggravato dai futili motivi, nel carcere di Mammagialla di Viterbo, in attesa dell’udienza di convalida di fronte al gip.

Francesca Buzzi


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