|
|
|
|
Milano – Imbrattata la statua di Montanelli a Milano.
Vernice rossa e una scritta “razzista, stupratore”. La statua di Indro Montanelli, che si trova all’interno dei giardini di via Palestro, a lui dedicati, è stata imbrattata.
Un gesto che si ricollega all’onda delle manifestazioni antirazziste scoppiate in tutto il mondo dopo la morte di George Floyd. Nei giorni scorsi l’associazione Sentinelli aveva chiesto la rimozione della statua. La richiesta in una lettera indirizzata al sindaco Beppe Sala. Un discorso che sembrava essere stato archiviato con il sindaco che aveva fatto sapere che non avrebbe tolto il monumento.
In un post su Faceboook il movimento Sentinelli aveva spiegato così il perché della richiesta di rimuovere la statua. “Ci fosse mai stata questa levata di scudi bipartisan da parti delle ‘grandi firme’ – si legge nel post – sulla piaga che non conosce fine della violenza sulle donne, figlia di una cultura patriarcale della quale era intriso il pensiero anche del signor Montanelli. Ci fosse mai stata questa indignazione di massa sulla quotidiana strage nel mar Mediterraneo che affoga il futuro di donne, uomini, bambini, bambine. Bambine, quelle che ancora in Africa come nel 1935 subiscono la violenza sopraffatrice di chi si sente in diritto di infibularle, darle in sposa, comprarle”.
“Indro Montanelli – continua il post – ancora nel 2000 rivendicava il suo agire da soldato mandato in Eritrea in un’azione del regime colonizzatore. Noi la lettera mandata a sindaco e consiglio comunale la rifaremmo anche ora. Perché non c’è nessuna violenza nell’esprimere il proprio pensiero in modo trasparente. Quel parco di Milano deve liberarsi di un nome che non fa onore alla nostra città”.
Ora la statua è stata imbrattata. Un gesto non ancora rivendicato. E non è la prima volta che succede. Un altro episodio simile l’8 marzo dell’anno scorso quando il movimento ‘Non una di meno’ avevano colorato di rosa la statua intitolata al giornalista. Gesti, sia quello di questi giorni che quello precedente, che si ricollegherebbero alla vita di Montanelli stesso.
Il riferimento alla scelta del giornalista di prendere in sposa, comprandola, una ragazzina eritrea di 12 anni durante la guerra coloniale negli anni Trenta in Etiopia.
Sarebbero almeno quattro i barattoli di vernice rossa versati sulla statua, lasciati poi sul posto da ignoti insieme ad alcuni sacchetti di carta.
E in merito è intervenuto anche il governatore Attilio Fontana. “Ancora vandalismo verso la statua di Montanelli a Milano – scrive su Facebook -. Proprio non ci siamo. L’odio, la cattiveria e l’astio sono sempre più dominanti sul confronto civile e democratico. C’è da preoccuparsi seriamente”.


