Houston – Scene che commuovono il mondo, dalle proteste contro il razzismo, in risposta all’omicidio dell’afroamericano George Floyd.
La mobilitazione è talmente corale da coinvolgere anche i più piccoli, che spesso partecipano con i loro genitori.
Sta facendo il giro del web il video della bimba di colore in lacrime che ha paura dei poliziotti. Spaventata, chiede a un agente: “Ci sparerai?”.
Lui si china su di lei e cerca di calmarla: “Siamo qui per proteggerti, ok? – la consola -. Non siamo qui per farti del male. Puoi protestare, puoi festeggiare, puoi fare quello che vuoi, semplicemente non rompere nulla”.
È stato il papà della bambina, Simon Bartee, a riprendere la scena e a pubblicare il video sul suo profilo Twitter.
Bartee ha ringraziato il poliziotto per la sua gentilezza: “Gli sono grato per avermi mostrato come si comportano i buoni poliziotti”.
During the protest in Houston yesterday one of the police officers noticed my daughter crying. She asked him “Are you gonna shoot us” he got down on one knee wrapped his arm around her and responded: pic.twitter.com/gQWF7HMf3l
— SimeonB (@iamsimeonb) June 3, 2020
C’è un altro video che fa incetta di condivisioni sui social in questi giorni ed è quello che riprende un’altra bambina, che sta diventando uno dei simboli delle proteste. In marcia, sguardo arrabbiato e determinato, grida, in coro con gli altri manifestanti “No justice, no peace”. Il filmato è stato condiviso anche da Roberto Saviano sul suo account Instagram.
“Guardando questo video – scrive Saviano – mi rendo conto che i bambini stanno subendo una pressione enorme. In tutto il mondo la pandemia ha sconvolto le loro vite togliendo loro la scuola, il gioco, le feste, la condivisione. Piazzandoli dinanzi agli schermi ancora più di quanto non accadesse prima del disastro, schermi in alcuni casi persino salvifici per far lezione”.
“E ora qui l’ansia di sapere di crescere in un paese dove devi temere la polizia. Osservare la tensione costante dei tuoi genitori e in piazza. Nulla devasta più un bambino dell’isolamento e della pressione sociale, eppure nelle scuole, o come in questo caso nelle strade, ho incontrato risposte tenaci, resistenti, vitali nei bambini come non mi sarei mai aspettato”, conclude lo scrittore.
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