Viterbo – (sil.co.) – Mafia viterbese, Martina Guadagno trascorrerà il suo primo weekend a casa dopo diciassette mesi dietro lo sbarre.
La Guadagno ha lasciato ieri sera il carcere di Santa Maria Capua Vetere per fare rientro a Viterbo. Assolta dall’accusa di associazione di stampo mafioso e condannata a due anni e quattro mesi per il solo reato di favoreggiamento con metodo mafioso, ha daputo nel tardo pomeriggio di avere ottenuto gli arresti domiciliari.
È la 32enne viterbese che faceva la commessa in uno dei tre compro oro del boss Giuseppe Trovato arrestata assieme agli altri dodici presunti appartenenti al sodalizio criminale Italo-albanese sgominato il 26 gennaio 2019 nel blitz dell’operazione Erostrato che ha chiuso l’inchiesta della Dda di Roma su una serie di azioni intimidatorie e attentati incendiari che hanno scosso Viterbo tra il 2017 e il 2018. Una cinquantina in poco più di due anni.
Il difensore Marco Landolfi del foro di Roma ha ottenuto l’alleggerimento della misura, in seguito all’assoluzione dal 416 bis da parte del gup Emanuela Attura. I pm Giovanni Musarò e Fabrizio Tucci avevano chiesto per l’imputata, detenuta da quasi un anno e mezzo nel reparto di alta sorveglianza del carcere di Santa Maria Capua Vetere, considerata partecipe del sodalizio, una condanna a 9 anni e 4 mesi di reclusione. Diventati, per l’appunto, 2 anni e 4 mesi per favoreggiamento.
“Siamo naturalmente soddisfatti per l’esito del processo che ha escluso la partecipazione della mia assistita all’associazione mafiosa, ma ricorreremo comunque in appello perchè secondo noi non c’è nemmeno il favoreggiamento. Aspettiamo di leggere la motivazioni, ma sicuramente faremo ricorso”, anticipa il difensore Landolfi.
