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Minacce di morte e botte alla ex a Capodanno, condannato a un anno e quattro mesi

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Viterbo - Il tribunale

Viterbo – Il tribunale

Capranica – (sil.co.) – Un inferno di botte, minacce di morte e vessazioni durato due anni quello vissuto tra il 2014 e il 2016 da una donna di Capranica che solo nell’estate di quattro anni fa, dopo la denuncia e l’allontanamento dell’uomo disposto dal giudice, è riuscita a porre fine all’incubo  in cui l’aveva costretta a vivere il compagno.

Ieri l’uomo, un quarantenne di Capranica che dopo avere perso il lavoro si era dato all’alcol, è stato condannato a una pena di un anno e 4 mesi di reclusione per il reato di maltrattamenti in famiglia dal giudice Gaetano Mautone, mentre è stato assolto dall’accusa di stalking, per essersi rifatto avanti, ma soltanto una volta, anche dopo il divieto di avvicinamento alla vittima. 

Tre in particolare gli episodi di aggressioni fisiche finiti al centro del processo, uno dei quali avvenuto la notte di Capodanno tra il 2015 e il 2016. 

Il pubblico ministero ha chiesto che l’imputato venisse assolto dall’accusa di stalking e condannato a due anni per maltrattamenti in famiglia, ma la difesa ha ottenuto che venisse meno l’aggravante di avere aggredito la ex anche davanti al figlio minorenne. “La bambina in quel momento non era in casa, mentre il maschio era nella sua cameretta e non si è accorto di niente”, ha detto il legale, ricordando peraltro che la parte offesa, nel corso del processo, ha in qualche modo perdonato l’imputato ritirando la costituzione di parte civile.

La situazione sarebbe precipitata quando l’imputato ha perso il lavoro e si è messo a bere. “La sera usciva e tornava a casa nel cuore della notte, sempre completamente ubriaco, prendendosela con la compagna che a un certo punto era talmente terrorizzata dall’idea di dover subire i suoi scatti d’ira e le sue aggressioni verbali e fisiche da rifugiarsi a dormire coi figli a casa della sorella per sottrarsi alla sua furia”, ha sottolineato l’accusa. 

 


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