Milano – A 75 anni è morto il filosofo Giulio Giorello per le conseguenze del Coronavirus.
Nei mesi scorsi era stato ricoverato a lungo a Milano ed era stato dimesso dieci giorni fa, ma le sue condizioni si sono aggravate improvvisamente. Aveva sposato la compagna tre giorni fa.
Ex presidente della Società italiana di logica e filosofia della scienza, collaboratore del Corriere della sera, responsabile per l’editore Cortina della collana Scienza e Idee, si era laureato in Filosofia nel 1968 e successivamente in Matematica, nel 1978. Raccoglieva il testimone della Scuola di Milano e del maestro Ludovico Geymonat, con la sua tradizione antifascista e marxista, e faceva del superamento della barriera tra discipline umanistiche e scientifiche il tratto saliente della sua personalità accademica. Un tratto rispecchiato da un curriculum di insegnamenti variegato e unico: dapprima Meccanica razionale presso la facoltà di Ingegneria dell’Università degli studi di Pavia, seguita dalla facoltà di Scienze presso l’Università di Catania, fino a quella di Scienze naturali presso l’università dell’Insubria e al Politecnico di Milano.
Il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, su twitter lo ricorda così:
“Giulio Giorello è deceduto. Filosofo raffinato, epistemologo, grande appassionato delle questioni riguardanti il “metodo” della scienza. Ha riflettuto intensamente anche su etica, politica, religione. L’Italia perde un grande pensatore, mai banale. Ci restano le sue dense pagine”.
Aveva partecipato più volte a Caffeina per presentare i suoi libri.

