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“Mussolini almeno ci portava in guerra contro gli stranieri per vantaggi economici…”

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Lucio Matteucci

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Viterbo  – (c.g.) – “Guardate come erano dispiaciuti gli italiani a piazza Venezia il 10 giugno del ’40”. Ottanta anni fa l’Italia entrava in guerra, con l’annuncio di Benito Mussolini e sul profilo di Lucio Matteucci, molto attivo sui social e organizzatore del redivivo carnevale a Viterbo, ieri è comparso un post che mette a paragone la guerra di allora, con quella di oggi… Il “fascista di un tempo” con i “fascisti al governo di oggi”. Elogiando quelli di allora. E facendo un paragone dir poco assurdo e tragico.

Il tutto con la foto di piazza Venezia di quel 10 giugno 1940. Che ovviamente dà una lettura a dir poco semplicistica di una giornata e di una decisione che vide gli italiani certamente non entusiasti. In molte piazze le adunate obbligatorie accolsero l’annuncio in un significativo silenzio e non solo. Gli italiani sapevano benissimo cosa significava guerra.

Tanto che il regime dovette sviluppare una imponente campagna di propaganda per far ingoiare alla popolazione la guerra e l’innaturale alleanza con la Germania nazista e razzista di Hitler. 

Ma Matteucci apprezza quei fascisti che portarono l’Italia alla dittatura, alla guerra, alla disastrosa sconfitta e alla fame, e dà dei fascisti a chi oggi governa l’Italia, che non approva.

“Guardate un po’ come erano dispiaciuti gli italiani a piazza Venezia quel 10 giugno del 1940 – è scritto nel post del profilo di Matteucci – il pazzo fascista del tempo, almeno ci portava in guerra contro gli stranieri per avere vantaggi economici (sto idiota visionario) mentre al contrario i fascisti al governo di oggi ci stanno mettendo gli uni contro gli altri, solo per i propri fini elettorali ed economici… per questo lo griderò sempre a gran voce… IPOCRITI… IPOCRITI… IPOCRITI… ALL’ENNESIMA POTENZA! Riferito a voi che vi riempite tanto la bocca con l’antifascismo di allora, senza guardare cosa siete diventati voi oggi!”.

Insomma un inno al duce sua eccellenza Benito Mussolini, promulgatore delle leggi razziste del ’38. Alla faccia dello stato di diritto, della democrazia, della libertà, delle vittime dei regime (Matteotti fu assassinato per volere di Mussolini proprio il 10 giugno del 1924) e della tragedia di una guerra che fece circa sessanta milioni di morti (quasi mezzo milione in Italia) e rase al suolo gran parte dell’Europa e non solo.

Insomma, roba da non credere.


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