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Omicidio Fedeli, tocca agli esperti di Dna

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Omicidio in via San Luca -Michael Aaron Pang e Norveo Fedeli

Michael Aaron Pang e Norveo Fedeli

Viterbo - I rilievi della polizia scientifica al negozio Fedeli di via San Luca

I rilievi della polizia scientifica nel negozio 

Fausto Barili

L’avvocato di parte civile Fausto Barili coi familiari

Omicidio in via San Luca - Il magistrato Eliana Dolce

Il magistrato Eliana Dolce sulla scena del crimine

Lidia Ladi, Remigio Sicilia, Giampiero Crescenzi e Edoardo Manni

Il collegio difensivo – Lidia Ladi, Remigio Sicilia, Giampiero Crescenzi e Edoardo Manni

Viterbo – (sil.co.) – Omicidio Fedeli, oggi in aula gli esperti di Dna e il perito informatico per analizzare i telefonini di nuova generazione.

Riprende questa mattina il processo per omicidio e rapina a Michael Aaron Pang, il 23enne statunitense reo confesso dell’uccisione di Norveo Fedeli, ma che ha sempre negato il movente della rapina per il delitto commesso il 3 maggio 2019 all’interno della storica boutique di Norveo Fedeli in via San Luca, il cui titolare è stato massacrato a colpi di sgabello e trovato morto in una pozza di sangue.

Davanti alla corte d’assise presieduta dal giudice Silvia Mattei, a latere Giacomo Autizi, saranno sentiti gli ultimi due testimoni della pm Eliana Dolce, titolare del fascicolo con il procuratore Paolo Auriemma. Sono i due periti della procura che, attraverso l’esame del Dna della vittima e dell’imputato, confrontato com l’analisi sulle tracce di sangue della polizia scientifica, completeranno la ricostruzione della dinamica di quanto avvenuto sulla scena del crimine. 

Sarà poi la volta del perito informatico Roberto Cirianni cui il tribunale ha conferito l’incarico di verificare se siano rimaste sui telefonini di Pang e Fedeli tracce delle loro conversazioni tradotte nelle rispettive lingue tramite il telefono cellulare che avrebbero usato per parlare. Secondo le prime indiscrezioni, al momento del deposito della perizia, dagli accertamenti tecnici non sarebbe emerso nulla di rilevante ai fini del giudizio.

Una richiesta dei difensori Remigio Sicilia e Giampiero Crescenzi, dal momento che, in base alla versione dell’imputato, prima del delitto tra i due ci sarebbe stato un forte scambio verbale poiché per la terza volta il 23enne si era recato nel negozio per ritirare della merce, che si era fatto mettere da parte, non riuscendo a pagare con nessuna delle sue carte. Secondo l’accusa perché il padre gli aveva tagliato i viveri, mentre lui sarebbe stato convinto di avere soldi a sufficienza per i circa 500 euro di capi d’abbigliamento acquistati da Fedeli. 

Parti civili, assistiti dall’avvocato Fausto Barili, i familiari della vittima. 


Multimedia: Videointervista: Parla la prima donna entrata nel negozio – Video: Omicidio in via San Luca – Commerciante ucciso a sprangate – Il sindaco: “Vittima trovata in un lago di sangue” – Fotocronaca: Negoziante ucciso a sprangate – Negoziante trovato morto in via San Luca – Omicidio in via San Luca


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