Bolsena – Le attività della ricezione e ristorazione iniziano a riprendersi e i primi turisti cominciano a riaffacciarsi sul lago, ma le prenotazioni sono ancora timide. Le visite si concentrano essenzialmente nel fine settimana e l’insicurezza del maltempo non aiuta.
“I ristoranti viaggiano a due velocità – afferma Andrea Di Sorte, imprenditore del settore turistico -. Nel weekend il ritmo è importante e la crescita è costante. Durante il ponte del 2 giugno l’affluenza è stata alta, ma certamente non paragonabile a quella dello scorso anno. Attualmente i visitatori sono soprattutto turisti giornalieri provenienti da zone limitrofe, Lazio, Umbria e Toscana, che scelgono il lago di Bolsena come meta giornaliera. Nel periodo infrasettimanale, invece, essendo drasticamente ridotto il turismo, va in crisi l’ intero indotto.
Abbiamo buone sensazioni per luglio e agosto – continua Di Sorte – e le attività ricettive cominciano a ricevere anche qualche prenotazione da parte di turisti stranieri, anche extraeuropei, per i mesi di settembre e ottobre. L’afflusso di visitatori a Bolsena genera, con i suoi circa 7000 posti letto quando a completo regime, un indotto per tutto l’alto Lazio. Esemplare è il legame ormai molto solido tra Bolsena e Civita di Bagnoregio”.
Riscontra le stesse situazioni presso la sua attività anche Domenica Prosperini, titolare del ristorante Riva Blu di Capodimonte: “Comincia a riprendere l’attività, soprattutto grazie ai proprietari di seconde case intorno al lago che si concedono delle visite giornaliere. Le prenotazioni sono concentrate principalmente nel fine settimana, ma restano moderate nei giorni infrasettimanali. Ancora non ci sono prenotazioni di turisti stranieri. Per i prossimi mesi dipenderà moltissimo dalla riapertura delle frontiere e dalle condizioni del tempo meteorologico”.
Ancora più instabile e incerta è la condizione degli stabilimenti, che per ora vedono pochi turisti affollare le spiagge.
“Allo stabilimento non viene ancora nessuno. Qualcuno è venuto durante il ponte del 2 giugno e cominciamo ad avere qualche prenotazione per luglio e agosto – afferma la titolare dello stabilimento Riva Verde di Bolsena -. Riusciamo a lavorare un po’ con il bar, ma sono sempre gruppi di passaggio che restano poco al lago”.
Le prenotazioni da parte di stranieri, indispensabili per l’economia estiva del lago e di tutto l’alto Lazio, sono drasticamente ridotte. C’è però fiducia per i prossimi mesi anche alla luce di un nuovo turismo italiano più attento all’ambiente, con tempistiche e modalità diverse da quelle a cui si era abituati.
“Il ponte del 2 giugno è stato un banco di prova importante, c’è stato un discreto afflusso di turisti – sostiene Giulio Pagliaccia, presidente dell’Asib (Associazione imprese turistiche Bolsena) – . Si è trattato essenzialmente di turisti regionali, provenienti soprattutto dal bacino di Roma. Per il ponte di San Pietro e Paolo, festa patronale a Roma, cominciano già ad arrivare alcune richieste. Molto dipenderà anche dall’affluenza degli stranieri. Gli anni scorsi i turisti stranieri, in buona parte tedeschi, erano soliti arrivare a Bolsena intorno al periodo della pentecoste ma quest’anno hanno disdetto tutte le prenotazioni.
Le prime due settimane di luglio sarà sicuramente più sottotono del normale – prosegue Pagliaccia – mancano gli stranieri e ci sono più prenotazioni di visitatori italiani. I periodi per le vacanze non saranno più soltanto le settimane centrali di agosto perché, saltati i piani ordinari delle ferie e vista la necessità dello smart working, le prenotazioni potrebbero spalmarsi anche su periodi diversi. Il comune di Bolsena, in collaborazione con l’As.i.b e con un gruppo riunito di pubblici esercizi, sta preparando un protocollo per le vacanze sicure a Bolsena, che sarà esposto online e nei punti di maggiore afflusso del paese.
Cominciano ad arrivare anche alcune prenotazioni da parte di pellegrini che compiono il cammino della Via Francigena – conclude il presidente dell’Asib -. Si tratta di escursionisti italiani di passaggio che pernottano una notte soltanto. C’è possibilità che il turismo escursionistico cresca anche più del normale, vista l’attenzione di quest’anno per un viaggiare domestico e all’aria aperta. Sarà necessario insistere sulla digitalizzazione di tutti i servizi turistici e sviluppare e potenziare percorsi escursionistici appositi per bici e trekking”.
Alessio Bernabucci




