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“Quante cose si potrebbero fare con l’edificio sarebbe dovuto diventare il manicomio?”

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Il manicomio a Belcolle

Il manicomio a Belcolle

Il manicomio a Belcolle

Il manicomio a Belcolle

Il manicomio a Belcolle

Il manicomio a Belcolle

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Dato che in questo periodo di epidemia si parla tanto (com’è giusto che sia) di sanità e di malasanità, di regioni che la gestiscono bene e di regioni che la gestiscono male, dopo aver letto un articolo dove si sbandierava che si sarebbe completato l’ospedale di Belcolle (anche se io personalmente non ci credo, ma questa è un’opinione mia personale, per cui potete anche non considerarla) io pensavo a una cosa.

Forse non tutti i viterbesi sanno che se dall’ospedale si prosegue verso San Martino, a un certo punto, sulla sinistra, si nota un grande edificio alto diversi piani (non ricordo esattamente quanti) costruito solo a metà.

 Ecco, quell’edificio sarebbe dovuto diventare il manicomio, se non fosse che mentre si costruiva è stata fatta la legge Basaglia che ha fatto chiudere i manicomi. E quindi, dopo qualche decennio, ci ritroviamo questa specie di ecomostro (perché è un ecomostro, non si può definire in altri modi) in mezzo alla campagna che potrebbe benissimo essere utilizzato per tante altre cose.

È vero che tanti edifici vecchi ma non storici, secondo me, andrebbero demoliti, e restituito il terreno all’agricoltura, e questa soluzione non sarebbe male anche per questo ecomostro qui.

Ma se proprio non si vuole demolire, se si volesse finire di costruire, quante cose ci si potrebbero fare, dato che è in mezzo alla campagna, e quindi isolato dal caos della città (anche se stiamo parlando di Viterbo che non è caotica come altre città più grandi).

Io però mi chiedo anche un’altra cosa. Chi è il proprietario di questo ecomostro? Mi verrebbe da pensare la regione Lazio, dato che comunque era destinato in origine alla sanità, e la sanità è attualmente gestita dalle regioni. È veramente così? Qualcuno me lo può confermare?

Ecco. Dopo aver detto questo mi piacerebbe sapere cosa ne penserebbero i viterbesi, e anche cosa ne penserebbero le varie amministrazioni locali e regionali.

Benedetto Giampietro


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