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Tentato omicidio di via della Pettinara, giudizio immediato per i due ventenni

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Viterbo - Il procuratore Paolo Auriemma e la pm Chiara Capezzuto

La pm Chiara Capezzuto con il procuratore capo Paolo Auriemma 

Pestaggio e rapina in via della Pettinara - I due giovani arrestati nei fotogrammi inediti della videosorveglianza

Pestaggio e rapina in via della Pettinara – I due giovani arrestati nei fotogrammi inediti della videosorveglianza

Pestaggio e rapina in via della Pettinara - Gli arrestati mentre intercettano la vittima nei fotogrammi inediti della videosorveglianza

Pestaggio e rapina in via della Pettinara – Gli arrestati mentre intercettano la vittima nei fotogrammi inediti della videosorveglianza

Pestaggio e rapina in via della Pettinara

Pestaggio e rapina in via della Pettinara

Viterbo – Aggressione di via della Pettinara, indagini chiuse e giudizio immediato per i due ventenni in carcere con l’accusa di tentato omicidio in concorso per avere picchiato e mandato in coma il 57enne Giovanni Maria Farina durante una rapina messa a segno la sera del 13 ottobre 2019 dopo avere teso un’imboscata alla vittima. Uno di loro gli ha chiesto perdono. 

Arrestati il 18 ottobre grazie ai filmati delle telecamere della videosorveglianza di un negozio, sono reclusi a Mammagialla da otto mesi il ventenne Michele Montalbotti e il 25enne Roberto Vestri. Il processo è stato fissato per il 14 luglio. 

Pochi giorni prima di Natale, Montalbotti ha scritto una lettera dal carcere a Farina, in cui gli chiede scusa e perdono per quello che ha fatto. Il 57enne, di Allerona, nel frattempo, dopo mesi di ricovero ed essere stato in pericolo di vita, è stato dimesso dall’ospedale di Belcolle e sta facendo riabilitazione.  

Secondo la ricostruzione della procura, pm Chiara Capezzuto, Vestri avrebbe sferrato un pugno fortissimo al volto della vittima, mentre Montalbotti (dopo avergli ottratto dalla tasca dei pantaloni una somma indeterminata di denaro) gli avrebbe dato un calcio violentissimo in pieno volto mentre già giaceva esanime a terra, cagionando a Farina lesioni gravissime alla testa “con conseguente pericolo di vita e ricovero nel reparto di terapia intensiva in prognosi riservata”.

Il 57enne, in particolare, ha riportato “lesioni emorragiche subdurali e subracnoidee, fratture della piramide temporale, dello sfenoide e del pavimento dell’orbita sinistra” con conseguenti “danno assonale diffuso e edema cerebrale”. 

“Farina – viene sottolineato nella richiesta di giudizio immediato – continuava a patire di una condizione di stato vegetativo prolungato, con conseguente deperimento e allettamento forzato, nonché con indebolimento a carattere permanente della funzione neurologica, gravemente compromessa nelle funzioni più essenziali, quali la coscienza, il linguaggio e la motilità”.

Il gip Francesco Rigato accogliendo la richiesta della pm Capezzuto, ha fissato al 14 luglio la prima udienza del processo. I difensori degli imputati, Giuseppe Sinatra per Vestri e Samuele De santis e Domenico Gorziglia per Montalbotti, possono chiedere nel frattempo di ricorrere a riti alternativi che, com eil patteggiamento e l’abbreviato, consentono lo sconto di un terzo della pena. 

Silvana Cortignani


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