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Orte – “Dopo stupri, furti, risse ora anche un omicidio. Cosa dobbiamo aspettarci ancora per chiedere la revoca immediata dell’accoglienza dei rifugiati nella struttura di via Terni?”. Lega Orte, con un lungo post su Facebook, chiede al sindaco Angelo Giuliani di “adoperarsi in tutti i modi per richiedere alla prefettura la revoca dell’accoglienza dei rifugiati e contemporaneamente di trasferirli presso altre strutture”.
“Non capiamo come sia possibile che l’amministrazione comunale non intraprenda alcuna iniziativa per arginare tale problema – continua la Lega -. A Capalbio l’amministrazione comunale (del Partito democratico) si è strenuamente opposta all’arrivo dei migranti/clandestini e ha ottenuto l’allontanamento perché la loro presenza nuoceva al decoro e alla vocazione turistica del comune. Invece, quest’amministrazione del comune di Orte sedicente centrodestra non si oppone, ma sembra favorirne l’accoglienza”.
La richiesta del coordinamento leghista al sindaco è condivisa da Marco Tofone, presidente del consiglio comunale ed esponente del Carroccio, che sotto al post commenta: “Oggi la situazione è diventata critica e fuori controllo, quindi non posso che condividere la linea della Lega a livello nazionale e locale sul fenomeno dell’immigrazione e sul degrado che il nostro paese sta subendo”.
“È ora – aggiunge Tofone – che ci sia una programmazione sull’arginare il fenomeno, per azzerare i flussi e ridurre coloro che senza requisiti passeggiano per Orte. Così come bisognerebbe trovare misure di ausilio alle forze dell’ordine. Ed è ora che venga fatto il censimento della popolazione”.
Il presidente del consiglio comunale, chiamato in causa da un utente, risponde rivendicando: “Mi sono sempre apertamente schierato contro le troppe aperture del nostro paese verso chiunque non fosse in regola. Ho criticato e continuerò a farlo chi affitta palazzine intere a cooperative che grazie al business dell’accoglienza hanno ridotto l’Italia ad un letamaio. Non credo sia giusto che una realtà come Orte abbia circa il 17% di popolazione non italiana censita, per non parlare di chi sta qua senza nessuna autorizzazione”.


