Oriolo Romano – (sil.co.) – Appalti irregolari a Oriolo Romano, a processo per abuso d’ufficio la responsabile dell’area lavori pubblici, manutenzione e patrimonio del comune. Tra i testi della difesa l’ex sindaco Italo Carones. Ultimo teste dell’accusa il consigliere comunale che ha fatto scattare le indagini con il suo esposto. Ma ieri non era presente in aula.
Ieri avrebbe dovuto essere sentito per la difesa l’ex sindaco Italo Carones, regolarmente presente in tribunale, ma la testimonianza è stata rinviata in quanto prima deve essere ascoltato l’ultimo teste dell’accusa, l’allora consigliere comunale che nel 2017, con la sua denuncia, fece scattare le indagini. Quest’ultimo non era però presente, per cui il pm ha proposto di invertire le deposizioni. Ma il difensore Mary Dominici del foro di Civitavecchia, che assiste l’imputata, si è opposta a invertire l’ordine, ribadendo che prima dell’ex sindaco vuole ascoltare, come da regola, cosa ha da dire il consigliere comunale.
Al centro dell’inchiesta una serie di affidamenti diretti senza gara ad evidenza pubblica, più volte reiterati tra il 2011 e il 2014, dei servizi di raccolta e spazzatura dei rifiuti e manutenzione del verde pubblico sempre agli stessi soggetti.
Un giro di affari che avrebbe superato il milione e mezzo di euro, per l’esattezza un milione e 600mila euro.
L’indagine delle fiamme gialle finalizzata a verificare la corretta gestione di fondi pubblici da parte dell’ente locale – come ha spiegato al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone il luogotenente Giuseppe Messina della guardia di finanza – è durata un anno e si è conclusa a aprile 2018 con la denuncia a piede libero per abuso d’ufficio della funzionaria comunale.
Agli atti del processo anche il faldone acquisito presso il comune di Oriolo Romano dai militari che, coordinati dal sostituto procuratore Massimiliano Siddi, hanno passato al setaccio la documentazione sugli appalti, constatando come alcuni di essi fossero scaduti da tempo e prorogati più volte, in assenza di nuovi bandi.
“Secondo la normativa allora in vigore – ha ricordato il luogotenente Messina – erano possibili affidamenti diretti solo in casi di estrema urgenza, altrimenti si doveva procedere con la gara a evidenza pubblica, tanto è vero che è stato anche dato incarico per la messa a punto del bando, ma poi non se ne è fatto niente”.
“Tutto è cominciato nel 2011, quando è fallita la ditta che si era aggiudicata l’appalto della raccolta dei rifiuti urbani fino al 2013. Ci fu così un primo affidamento diretto, quindi una serie di rinnovi fino al 2015, sempre con i caratteri dell’urgenza, mentre erano sindaci Italo Carones e poi Graziella Lombi”, ha spiegato il militare, consegnando al collegio il faldone contenente, in ordine cronologico, tutte le determine acquisite in comune e anche due ordinanze sindacali di gennaio 2011 e luglio 2014.
Prima che la parola passi alla difesa, resta ora da sentire solo l’ultimo testimone del pubblico ministero Siddi, per l’appunto il consigliere comunale che con il suo esposto ha dato il via alle indagini. Salvo imprevisti, sarà ascoltato nell’udienza del 17 febbraio 2021. E sempre lo stesso giorno sarà la volta dell’ex sindaco Carones e di un altro teste. Entrambi scagionerebbero l’imputata secondo la difesa.
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