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In aula risuona la voce di Maria Sestina Arcuri: “Ho solo una vita e viverla così mi spaventa”

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Andrea Landolfi e Maria Sestina Arcuri

Andrea Landolfi e Maria Sestina Arcuri

Giallo di Ronciglione - La mamma Roberta di Andrea Landolfi Cudia

Roberta, la mamma di Andrea Landolfi 

Daniele Fabrizi e Serena Gasperini

Daniele Fabrizi e Serena Gasperini

Vincenzo Luccisano

L’avvocato dei familiari della vittima, Vincenzo Luccisano

Giallo di Ronciglione - Le prime immagini della scala da cui Maria Sestina Arcuri è precipitata

La scala da cui Maria Sestina Arcuri è precipitata

Tribunale di Viterbo - Mirella Iezzi

La nonna di Andrea, Mirella Iezzi

Ronciglione - Il pm Franco Pacifici e gli ufficiali dei carabinieri sul luogo della tragedia

Ronciglione – Il pm Franco Pacifici e gli ufficiali dei carabinieri sul luogo della tragedia

Il testo del vocale di Sestina Arcuri a Andrea Landolfi del 15 dicembre 2018

Il testo del vocale di Sestina Arcuri a Andrea Landolfi del 15 dicembre 2018

Ronciglione – Dalla prima all’ultima lite secondo le chat Whatsapp estrapolate dallo smartphone di Maria Sestina Arcuri. Dati passati al setaccio dagli investigatori e dai consulenti della procura che stavano indagando sui rapporti tra la 26enne e il fidanzato Andrea Landolfi, il pugile romano 31enne accusato di femminicidio davanti alla corte d’assise del tribunale di Viterbo. Dopo l’ingegnere Sergio Civino, ieri è stata la volta del luogotenente Massimo Pastore del nucleo investigativo della compagnia dei carabinieri di Viterbo.

Nel silenzio dell’aula risuona la voce di Sestina, che più volte dice a Andrea tramite messaggi vocali su Whatsapp di volerlo lasciare. Perché beve e quando beve diventa violento, si capisce. Un vizio che la 26enne avrebbe scoperto nel giro di pochi giorni e del quale erano a conoscenza anche i familiari di lui. Se ne accorgono subito anche i parenti di lei, che lo conoscono durante le vacanze di Natale in Calabria. 

“Basta, hai toppato, stop, è finita“, scriveva già Sestina a Andrea la notte tra il 26 e il 27 novembre 2018. 

La loro relazione era iniziata con un colpo di fulmine poche settimane prima, a fine ottobre, ed erano appena andati a convivere. Il problema è sempre lo stesso, l’alcol. Passano un paio di settimane e la sera del 14 dicembre 2018 Landolfi si ripete. “Mi hai fatto cadere il mondo addosso ieri sera, non ci sto più, ti amo ma basta, fai sempre gli stessi errori”, risponde Sestina a Andrea, che su Whatsapp le promette di smettere: “Prometto, giuro, non tocco più neanche un goccio di alcol, neanche l’odore, voglio una famiglia con te”.

Pastore spiega come, oltre all’esame delle chat di Whatsapp, siano stati messi a confronto i contenuti del telefono con i tabulati per avere un quadro più chiaro della situazione.

Poi vengono trasmessi in aula una serie di messaggi vocali. Landolfi ascolta Sestina a capo chino, chissà cosa gli passa per la testa, seduto vicino ai difensori Daniele Fabrizi e Serena Gasperini. In tribunale, ancora una volta, è giunto scortato dalla penitenziaria del carcere romano di Regina Coeli.

I familiari della vittima, parte civile con l’avvocato Vincenzo Luccisano, a un certo punto non ce la fanno più a sentire ed escono dall’aula. Mirella Iezzi, la nonna di Andrea, sta seduta  da sola, per via delle prescrizioni anti Covid, poco dietro il nipote. 

“Stavolta ci credevo veramente, ma dopo ieri sera… dopo quel momento di schizofrenia forte… non ti riconoscevo… mi spingevi, ti ho strappato il giubbino per tenerti, sennò avresti fatto chissà che cosa, senza motivo poi, perché attaccavi briga con tutti, anche i passanti”, gli dice Sestina alle 15,41 del 15 dicembre 2018.

Il tono è pacato, ma la voce è ferma. “Ma io dico, posso fare certe figure di merda a 26 anni? A 26 anni devo tenere sotto controllo uno che ha 30 anni e che mi fa fare queste figure di merda in mezzo alla strada?Renditi conto io che umiliazione… una passante si è fermata e si è messa in mezzo, a me e a te, una passante ha capito che mi spingevi… onestamente io una vita così non la voglio…  Hai voglia di bere? Bevi, ma non lo puoi fare con me. Da oggi, anzi dalla notte scorsa, io per la mia strada, tu per la tua, perché tu una ragazza come me non la meriti, non la meriti proprio”. 

Per Natale la coppia va a trascorrere le festività dalla famiglia di lei, a Nocara, in provincia di Cosenza. Il 26 dicembre 2018 Sestina, rispondendo a un messaggio della mamma di Andrea che le chiede come stia andando, invia una foto sua e di Andrea seguita da una serie di cuoricini. Durante le vacanze continua a chattare con la suocera, Roberta Landolfi, preoccupata che il figlio beva. La sera del 29 dicembre se ne sono accorti anche i familiari di Sestina e la mamma, Caterina Acciardi. “Mia mamma ha capito tutto, a tavola lui da solo ha bevuto un litro di vino”, scrive Sestina. “Maledetto bere”, le risponde la madre di Andrea. Il 30 dicembre la 26enne si dice pronta a rinunciare alla festa organizzata per Capodanno dalla cugina per paura che Andrea beva. Ma poi per San Silvestro sembra filare tutto liscio. 

Passa gennaio, ma all’inizio di febbraio la coppia torna a litigare. La notte tra venerdì 1 e sabato 2 febbraio sono ancora a Roma. Lui non rientra a casa dopo avere trascorso la serata in un locale. Oltre all’alcol avrebbe fatto anche uso di stupefacenti. “Se ti vuoi rovinare fallo da solo, non con me. Ho dato troppo. Che motivo c’è di bere, di farti una botta? Credi che non ho sentito quando l’hai chiesta?”, gli dice Sestina in un vocale. 

Hanno in programma di trascorrere il weekend a Ronciglione. “Io non lo so che faccio – prosegue Sestina – ho solo una vita e viverla così mi spaventa“. Ma verso le cinque del pomeriggio di sabato 2 febbraio, come da programma, raggiungono con il figlioletto di lui nonna Mirella Iezzi nella casa di via Papirio Serangeli a Ronciglione, dove la notte tra il 3 e il 4 febbraio Sestina è precipitata dalle scale, morendo il 6 febbraio a Belcolle dopo due giorni di agonia.

Domenica 3 febbraio la coppia torna a litigare, Andrea se ne va prima di pranzo col figlio e torna solo nel tardo pomeriggio. Sestina lo supplica di tornare a casa, si arrabbia per una foto che lui ha pubblicato sullo stato di Whatsapp: “Quasi ti su vede il pene”. E ancora: “Stai facendo sentire male tua nonna, egoista dl cazzo”.

Sestina scambia messaggi anche col supertestimone del pub, il 32enne la cui attendibilità è stata messa in dubbio dalla difesa, che sarà sottoposto a perizia psichiatrica. Secondo il pm Franco Pacifici, lil 32enne le scrive sotto dettatura di Landolfi: “Sono tre ore che mi parla di te, ti ama veramente, ha gli occhi spenti, sta male, è triste, è un ragazzo d’oro”. La 26enne si rabbonisce: “E’ la gioia della mia vita, lo amo veramente”. Poi manda un ultimo messaggio a Andrea: “Ti prego, mi vieni ad  abbracciare un po’? Per favore torna a casa“.

Ma per la difesa non è quello l’ultimo messaggio. L’ultimo sarebbe un altro, con allegata una fotografia. “Sestina allega una foto e scrive a Andrea: ‘Questa è la nostra prima foto insieme, sei l’amore della mia vita, per favore torna a casa’. E’ stato omesso”, ha sottolineato l’avvocato Gasperini. “Non è stato omesso, semplicemente abbiamo selezionato quelli ritenuti rilevanti”, la replica. Sono appena passate le 18 di domenica 3 febbraio. Landolfi rientra, vanno in pizzeria e al pub, poi, verso le due di notte, la tragedia. 

Per i legali di Landolfi non c’è alcuna disperazione nei messaggi di Sestina, ci sono state una serie di forzature, sono state estrapolate solo delle liti di una coppia fresca e gelosa, con lui che esce e lei che non vuole, non è stato ascoltato nemmeno un audio di Andrea, sarebbero state omesse prove a discarico addirittura non facendole inserire nelle annotazioni. Durissimo il botta e risposta tra accusa e difesa,mediato dal presidente della corte d’assise Gaetano Mautone. 

Fabrizi e Gasperini hanno contestato anche il famoso centinaio di telefonate tra Landolfi, la nonna e gli altri familiari nel cuore della notte. “Si tratta non di telefonate ma di contatti, in tutto 99, non nel cuore della notte, ma da mezzanotte alle 18 del 3 febbraio, comprese le chiamate senza risposta e i messaggi, non solo tra i familiari, ma anche con altre persone, tra cui il 118 e i familiari di Sestina. nel conto ci sono anche le telefonate della nonna alle figlie e al genero, mentre si recava in ospedale e mentre stava al pronto soccorso del San Filippo Neri”. Contestata anche la rilevanza data al “buco” di una settimana sul cellulare della madre dell’imputato, dal 3 al 10 febbraio 2019: “Non viene detto che ce ne sono altri di ‘buchi’, dal 6 agosto l 18 settembre, dal 31 ottobre al 12 dicembre, dal 4 gennaio al 13 febbraio”. 

Il processo riprenderà il 17 settembre, dopo la pausa estiva.

Silvana Cortignani


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