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“Cento grammi di pane nero…”

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Vallerano

Vallerano

Vallerano – La coscienza del ricordo appare evidente nel racconto autobiografico della protagonista Letizia Rocchi, una signora non più giovane anagraficamente, ma lucidissima mentalmente, che all’età di 86 anni, traghettata dai ricordi in un viaggio a ritroso, sente il bisogno di fissarli, proprio lei che vividamente ha così presente il proprio passato, in questo corposo libro di 459 pagine, dedicato in modo particolare alla sorella Giovanna, detta Anna, secondogenita, la cui vita viene alla famiglia sacrificata, impedendole lo studio per la malattia e la morte della madre, quando la ragazza aveva solo 17 anni.

Un padre incapace di mostrare affetto, ancor meno da vedovo con l’universo femminile che lo contorna. Gli uomini diversi, lo zio, il fratello, che all’ultimo, alleandosi alla seconda moglie del padre, fa sparire Mucci, una piccola gatta amata. Dal romanzo molto realistico ne escono male, piccoli complessati, solo le donne, le diverse vicine e amiche, aiutano le piccole donne che crescono…

La famiglia vive a Roma, un primo fratello seguito da quattro sorelle, i primi tre nati a distanza di un anno circa, poi tre e l’ultima dopo nove anni. Letizia è la quarta figlia, estroversa, capace di raffigurare e dar forma, al suo vissuto, diverrà non a caso pittrice e scultrice, e quasi un reporter nel descrivere quanto accadeva intorno a lei, grazie alla sua straordinaria memoria fotografica, come si evince dai dettagli che emergono dalle rievocazioni di luoghi e fatti che vanno dal 1934, quando aveva appena 7 anni, al 1946 fine della guerra, quando di anni ne aveva 17.

Appare un legame ravvicinato col nostro territorio quando suo padre, nel 1940 per la prima volta propone loro di andare in villeggiatura e la scelta della località cade su Soriano nel Cimino, collegato con Roma, come lei stessa narra, dalle Ferrovie Nord verso Viterbo. Questo fu un evento eccezionale, perché inaudito, dove Letizia assapora un’aria diversa dalla città, e i suoi polmoni malandati ben la sanno saggiare, data l’ottima altitudine del paese arroccato, che “sembrava infondere vigore sufficiente per affrontare la giornata” e forse in seguito la vita intera. La scelta paterna non era così altruista, nascondeva un piano per trovare una moglie!

Il libro rappresenta uno squarcio di vita trascorsa in quello strano tempo sospeso dell’Italia; il cambio d’abitazione, l’attesa della nascita dell’ultima sorella, il lutto della nonna e poi della madre, il nuovo matrimonio di suo padre ecc…, disseminato da eventi storici, la grande guerra, che vide trasferirsi dalla Sicilia la nonna materna e la zia a Roma, per ravvivare l’assenza di sua madre, già solo sentendo l’accento delle parole in dialetto. Come impronte indelebili i ricordi hanno una loro pregnanza, si impongono talvolta con forza, dominando la nostra coscienza, e intimano una partecipazione affettiva sempre con una sfumatura emotivamente forte.

Molti erroneamente pensano che nel ricordare si è passivi, al contrario  siamo molto attivi e tendiamo, nel rievocare, a cambiare quanto rivissuto, dando forme diverse pur nel totale rispetto del tutto; gli elementi costitutivi assumono o meglio sintetizzano una storia diversamente partecipata.

Possono emergere falsi ricordi proprio per le transitorie esigenze del soggetto che rammenta, in quanto immagini e colonna sonora si ricompongono al momento, non hanno dunque nel nostro archivio mentale un montaggio definitivo. In ciò sta la nostra creatività, la nostra minore vulnerabilità, perché, grazie a questo processo catartico, sappiamo maggiormente difenderci dai ricordi traumatici, facendoli durare poco nella loro realtà concreta.

La nostra autrice, nonostante le delusioni,  gli abbandoni imposti e l’allontanamento dalle sue sorelle, ha scelto il rappacificamento in questo viatico; infatti il narrato costituisce una sorta di terapia del dolore, superando le mostruose ambiguità di un’educazione paterna, dove le donne non contano, che si è protratta, nonostante le lotte, fino ai giorni nostri.

Massimo Fornicoli


Programma

CENTO GRAMMI DI PANE NERO
Il dolce e l’amaro del pane dei ricordi di Letizia Rocchi

COMUNE DI VALLERANO – ASSESSORATO ALLA CULTURA
VALLERANO – Piazza dell’Oratorio – Venerdì 17 luglio, ore 18,30

Presentazione del volume autobiografico di Letizia Rocchi

Saluti del Sindaco di Vallerano, Adelio Gregori
Rosanna Troncarelli: Cenni biografici di Letizia Rocchi
Massimo Fornicoli: La psicologia dei ricordi
Luigi Cimarra: Spunti di lettura


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