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“Civita di Bagnoregio, 10 mila turisti italiani in più rispetto all’anno scorso”

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Bagnoregio – Civita di Bagnoregio vola. Altro che la città che muore. Tant’è che qui, le conseguenze economiche dell’emergenza Covid non sembrano nemmeno averla lambita.

Un modello che funziona, che se perde turisti da una parte, li recupera dall’altra. Una cartina di tornasole, inoltre, in merito a come cambierà il turismo nei prossimi mesi. E di come, diventato in gran parte autoctono, stia sempre di più scegliendo il territorio e non le grandi città.



Civita di Bagnoregio

Civita di Bagnoregio


I dati. Li dà direttamente il sindaco, Luca Profili. Contattato telefonicamente dalla piazza davanti alla chiesa di San Donato. “Da quando abbiamo riaperto, il 23 maggio, il turismo si è rimesso in moto – ha detto il sindaco -, e ci sono stati 10 mila italiani in più rispetto all’anno scorso”. Tra maggio e luglio del 2019, gli italiani a Civita erano stati circa 20 mila. Quest’anno, stesso periodo, sono stati in tutto 30 mila.



Considerato anche tutti gli altri flussi turistici, e al netto di un turismo americano ancora fuori gioco, solo a luglio i turisti che hanno visitato Civita di Bagnoregio “sono stati – come ha detto Profili – sono stati 25 mila. Nel 2019, a luglio, erano 28 mila”. Un calo di appena 3 mila persone. Niente rispetto a tutto quello che è successo nei mesi precedenti con il lockdown.


Luca Profili

Il sindaco di Bagnoregio Luca Profili


“C’è soltanto un po’ di preoccupazione per l’autunno – aggiunge Profili -. Perché potremmo comunque sia subire il contraccolpo delle conseguenze economiche dell’emergenza”.


Bagnoregio

Bagnoregio


A Civita la gente c’è, ed entra contingentata, pagando il solito biglietto di 5 euro a persona. Le persone ci sono anche a Bagnoregio. Per strada, davanti ai negozi e nei ristoranti che hanno sostanzialmente riaperto tutti. C’è pure il mercatino dei libri, Paper Only, che si è spostato da Viterbo.


Civita di Bagnoregio

Civita di Bagnoregio


Le attività commerciali si stanno mano mano risollevando, dopo tre mesi di chiusura e perdita di guadagno che nessuno gli ridarà mai più.

In piazza a Civita c’è anche il presidente del consiglio comunale di Bagnoregio, Davide Crescenzi che sta lì a controllare che tutto vada per il verso giusto.


Bagnoregio - Paper Only

Bagnoregio – Paper Only


“Per noi ripartire è stata una sfida – ha esordito subito Crescenzi – e lo abbiamo fatto immediatamente, appena possibile. Riorganizzando i sistemi di sicurezza. Le soddisfazioni sono arrivate all’istante, nonostante le preoccupazioni, e la ripresa del turismo è stata repentina. Ed è sotto gli occhi di tutti. Un risultato raggiunto anche grazie alla Croce rossa, ai volontari e agli abitanti di Civita e Bagnoregio. Senza il loro impegno, non sarebbe stato possibile”.


Civita di Bagnoregio

Civita di Bagnoregio


All’inizio del ponte che porta alla città che muore ci sono infatti due operatori della Croce rossa che misurano la temperatura, controllano che le persone abbiano le mascherine e invitano tutti a disinfettarsi le mani. Ogni tanto, con un mezzo capace di arrampicarsi su per il ponte di un paio di chilometri, fanno una visita al borgo per vedere se qualcuno ha bisogno di qualcosa. 


I turisti tornano a Civita di Bagnoregio

I turisti tornano a Civita di Bagnoregio


I negozi hanno ricevuto la normativa anti Covid e “il comune – precisa Crescenzi – ha spiegato ai commercianti la normativa e come interpretarla. Per quanto riguarda poi il suolo pubblico, il lavoro è stato quello di razionalizzarlo il più possibile. Per fare in modo che tutti avessero il giusto senza stravolgere il disegno urbanistico della città medievale. Manteniamo la guardia alta, ma quanto sta accadendo da queste parti è un segno di speranza che spero possa valere anche per tutta la Tuscia”.


Civita di Bagnoregio - Davide Crescenzi

Civita di Bagnoregio – Davide Crescenzi


Poco distante da Civita c’è Orvieto, a una trentina di chilometri, reggino e Umbria. Una realtà cittadina decisamente più grande ed economicamente, almeno fino all’anno scorso, più consistente di Bagnoregio. Eppure a Orvieto l’aria che si respira è diversa in termini di perdite. Anche Orvieto ha rimesso in moto la macchina degli eventi. Ma i turisti che arrivano sono comunque sia pochi. In linea con quanto sta accadendo in altre parti di Italia dove ad avere la meglio sono i piccoli borghi e la costa. Un turismo all’italiana che passa il fine settimana al borgo e fa avanti e indietro con laghi e mare. Come una volta, quando negli anni ’80 si prendevano 15 giorni di ferie d’estate e la possibilità di prendere la casa al mare non era ancora alla portata di tutti.


Civita di Bagnoregio - Il controllo della temperatura all'ingresso del ponte

Civita di Bagnoregio – Il controllo della temperatura all’ingresso del ponte


A Civita i turisti vengono un po’ da tutte le parti. “Anche dall’estero – conclude Crescenzi -. Chi s’è visto riaprire le frontiere è subito tornato. Ad esempio dai paesi dell’Asia orientale”.


Civita di Bagnoregio - Maurizio Rocchi

Civita di Bagnoregio – Maurizio Rocchi


Com’era invece Civita durante il lockdown? Chi c’era? Quante persone c’hanno vissuto in quei giorni?

“Eravamo in tutto 15”, racconta Maurizio Rocchi che fa il poliziotto a Orvieto. “Facevo i miei turni di lavoro – aggiunge – poi tornavo a Civita con mia moglie. Anche lei doveva andare al lavoro. Ci siamo goduti la città. C’era un silenzio assordante. Ci siamo occupati della colonia felina. E pranzavamo tutte le volte nella piazzetta davanti casa. Davanti a noi, una città vuota che aveva una profondità incredibile”.


Civita di Bagnoregio

Civita di Bagnoregio


Tra gli abitanti di quei giorni anche Giuseppe Consolini. Lui e la moglie lavorano all’istituto nazionale di geofisica. Il primo si occupa di astrofisica, la compagna di vulcanologia. Appena hanno chiuso la scuola che frequenta la figlia, si sono trasferiti a Civita di Bagnoregio. In smart working. Resteranno fino al 31 agosto, quando in molti potrebbero tornare di nuovo negli uffici.


Civita di Bagnoregio - La Croce rossa

Civita di Bagnoregio – La Croce rossa


“Ho lavorato tutto il giorno e ho lavorato meglio – spiega Consolini -, tre volte meglio rispetto a prima. Una volta a settimana scendevo al paese e andavo al supermercato per fare la spesa. Siamo stati una favola. Senza spostamenti e senza traffico”.


Civita di Bagnoregio - Giuseppe Consolino

Civita di Bagnoregio – Giuseppe Consolini


Giuseppe Consolini ogni giorno faceva 23 chilometri d’auto per raggiungere il posto di lavoro. 

“Stare a Civita nei giorni del lockdown – ha chiuso infine Consolini – è stata una cosa tra l’onirico e il surreale. Un’esperienza umana incredibile”.

Daniele Camilli


Fotogallery: Il ritorno dei turisti a Civita


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