Fabrica di Roma – Si spacciano per poliziotti e pistola in pugno fanno irruzione in una ditta di impiantistica, perizia psichiatrica dopo 10 anni su uno dei banditi. Sono stati entrambi assolti.
E’ uno dei due malviventi che il 25 novembre 2010 – travestiti da poliziotti – tentarono, secondo l’accusa, di farsi consegnare una somma di ottomila euro in contanti dal collaboratore di una ditta di impiantistica, presso un’azienda specializzata in impianti fotovoltaici di Fabrica di Roma, dopo averlo malmenato e colpito al volto con il calcio di una pistola e avere minacciato con la stessa arma lui e il titolare, sopraggiunto nel frattempo.
Alla vista del sangue i banditi, che avevano usato una scacciacani che era la perfetta riproduzione di una Beretta, si diedero alla fuga su una Fiat Punto di colore bordeaux rinunciando al bottino. Furono catturati cinque mesi dopo avere fatto irruzione nell’azienda spacciandosi per poliziotti, nella primavera del 2011.
Sono i presunti taglieggiatori arrestati la vigilia di Pasqua di nove anni fa nell’operazione Geko dai carabinieri della compagnia di Civita Castellana. Il 57enne, all’epoca era responsabile del personale di una ditta di trasporti della capitale.
A distanza di quasi dieci anni, la coppia di presunti banditi – A.G. di Civita Castellana e M.D.B.di Vignanello, 57 e 55 anni – era ancora sotto processo, davanti al giudice Elisabetta Massini, con l’accusa di tentata estorsione, sequestro di persona e lesioni personali aggravate in concorso.
Proprio sul 57enne il tribunale, a distanza di un decennio, ha disposto una perizia psichiatrica per stabilire se fosse in grado di intendere e di volere al momento dei fatti e se fossein grado di stare a giudizio. Ma in seguito alla rinuncia del dottor Daniele Giuliani di Terni ieri mattina è stato nominato un altro consulente, la psichiatra viterbese Cristiana Morera, che si è presa un’ora per visitare immediatamente l’imputato, in un’aula del palazzo di giustizia messa a disposizione ad hoc per sveltire i tempi, come chiesto dal giudice, data l’urgenza della perizia.
Secondo la psichiatra A.G. era incapace di intendere e di volere. Ma l’assoluzione per entrambi gli imputati è giunta a prescindere dall’esito della perizia.
Parte civile contro uno dei due imputati – l’altro lo ha risarcito al di fuori del processo – l’allora collaboratore del titolare della ditta di impiantistica il cui volto fu ridotto a una maschera di sangue, un 65enne di Castel Sant’Elia, assistito dall’avvocato Walter Pella.
La vittima, colpita violentemente al volto con il calcio della pistola, ha riportato una ferita lacero contusa e la frattura del naso, con una prognosi di 50 giorni. Tra le parti offese anche la segretaria, una 41enne di Civita Castellana che non si è costituita parte civile, rinchiusa dagli imputati negli uffici dell’attività commerciale assieme al 65enne e al 69enne prima di darsi alla fuga, motivo per cui dovevano rispondere anche di sequestro di persona.
Silvana Cortignani
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