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“Ho comprato all’asta un opificio, ma ho preso una fregatura e ora faccio denuncia per truffa”

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Giuseppe Capuani

Giuseppe Capuani

L'avvocato Enrico Valentini

L’avvocato Enrico Valentini

Nepi – (sil.co.) – Compra all’asta un opificio industriale per 350mila euro, ma sostiene che “c’è la fregatura”.

E’ successo a Giuseppe Capuani, 65anni, imprenditore caseario di Nepi che produce pecorino romano esportato anche in molti paesi esteri, uno dei più importanti e conosciuti del Lazio nel settore, titolare dal 2004 della storica azienda “I Buonatavola Sini”.

“Ho comprato un bene dal tribunale di Viterbo. Ho comprato un bene dalla repubblica italiana, ma ho preso una fregatura”, esordisce Capuani, spiegando perché si sia deciso a “sporgere denuncia per truffa”, assistito dall’avvocato Enrico Valentini.

Poi racconta la sua “disavventura”, deciso ad andare fino in fondo per avere giustizia.

“Noi – spiega Capuani – abbiamo uno stabilimento che si trova sul territorio del comune di Nepi, proprio sulla Cassia. Di fronte a noi, a 500 metri dallo stabilimento, c’è il Mercatone Uno e dietro c’era un’azienda che produceva e trasformava carni, che a un certo punto fallisce”.

“La conoscevo già, perché è normale che tra imprenditori ci si conosca, quindi conoscevo l’immobile. Oltre questo ho visto pure la perizia, che parlava di opificio industriale, celle frigo e quant’altro, per cui, siccome è andato all’asta, ho detto ‘okay, lo compro’. Ma quando io ho comprato, prima di farmi la ‘messa in possesso’ hanno tardato tre-quattro mesi, se non che, nel frattempo, hanno smantellato tutto l’interno. In pratica è successo che hanno assegnato la vendita dei beni interni non so a chi e questi tizi che sono arrivati per prendere le attrezzature interne, oltre alle attrezzature, hanno portato via gli impianti, hanno portato via di tutto, e soprattutto hanno tolto delle travi portanti dell’immobile, per cui è crollato”.

“Quando siamo entrati e abbiamo visto la situazione abbiamo detto ‘alt, il bene per noi non è più interessante”, perché se io ho comprato tremila metri quadrati di frigoriferi  i frigoriferi non ci stanno più…. e addirittura non so quanto ci vorrà per smaltire il materiale… quindi siamo andati a fare una questione civile col curatore e col custode. Il giudice a un certo punto ha sostituito il custode con uno nuovo che, per prima cosa, ha apposto cartelli sul terreno attorno in cui c’è scritto che è vietato entrare all’interno perché ci sono magazzini pericolanti”.

“Se è pericolante per un eventuale ladro, allora non è pericolante pure per me che sono l’aggiudicatario? Un delinquente non ci deve entrare, io che ho comprato il bene posso entrare perché se mi casca addosso non fa niente”, si sfoga l’imprenditore. 

“Danni per decine e decine di migliaia di euro”, secondo Capuani.

“Noi nel Lazio siamo l’azienda più grande che raccoglie latte di pecora, più del 50 per cento del latte di pecora che si produce in tutta la regione, ho quaranta dipendenti più tutto l’indotto. Noi l’abbiamo comprato per creare una struttura nuova, tanto è vero che in questo momento ho pendente presso la Regione Lazio la domanda per costruire qui, perché volevo utilizzare quella. ma è inutilizzabile, quindi ho dovuto richiedere il permesso”.

“Noi siamo ricorsi in tribunale, ma siccome entro 20 giorni dall’aggiudicazione devi fare il reclamo, dice che non vale. Ma il problema è che io la presa visione dell’immobile da parte del tribunale l’ho avuta dopo tre mesi, quindi non potevo fare prima il reclamo su una cosa che non potevo vedere. Come fanno a dirmi che io entro 20 giorni dovevo fare l’opposizione, se io il bene non l’ho visto? Io l’ho fatta nel momento in cui mi hanno fatto vedere il bene”, spiega ancora l’imprenditore. 

“Stiamo partendo con una denuncia penale per truffa e sono pronto a fare cause all’infinito – conclude Capuani-. Se io non avessi avuto le possibilità che ho e avessi messo un’ipoteca sulla mia casa per comprare quel bene, oggi mi sarei trovato a vedermi togliere la casa perché il bene non c’era”. 


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