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“Fellini era innamorato di Viterbo, Sordi ha recitato in molti film ambientati nella Tuscia”

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Vincenzo Ceniti e Giuseppe Rescifina

Vincenzo Ceniti e Giuseppe Rescifina

Vincenzo Ceniti e Giuseppe Rescifina

Vincenzo Ceniti e Giuseppe Rescifina

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L'incontro "Fellini, Sordi e maestri del cinema nella Tuscia"

L’incontro “Fellini, Sordi e maestri del cinema nella Tuscia”

Vincenzo Ceniti e Giuseppe Rescifina

Vincenzo Ceniti e Giuseppe Rescifina

Viterbo –  Tuscia, terra di grandi attori e registi, Sordi e Fellini prima di tutti.

In occasione dei cento anni dalla nascita dei due grandi maestri del cinema italiano, nella sala Cedido al palazzo dei Papi si è tenuto questo questo pomeriggio l’incontro “Fellini, Sordi e maestri del cinema nella Tuscia” organizzato dall’associazione Archeotuscia.

Protagonista dell’incontro è stato Vincenzo Ceniti, console del Touring club e testimone diretto degli anni in cui Viterbo era uno dei luoghi privilegiati del cinema italiano. A presentare l’ospite e dirigere la conferenza è stato invece il giornalista Giuseppe Rescifina. “Fellini voleva rappresentare l’Italia contadina pre-bellica – ha spiegato Ceniti -, quella piena di valori. Nella Tuscia ha trovato questa situazione ed è il motivo per cui l’ha scelta come location per molti dei suoi film. Fellini era innamorato di Viterbo”.

“Prima di girare La strada a Bagnoregio e Civita di Bagnoregio – ha raccontato Ceniti -, Fellini ha fatto prima un sopralluogo in quei posti. Durante la visita ha trovato un motocarro Guzzi Ercole e lo voleva a tutti i costi nel film. Si è informato sul proprietario, un certo Ugo Trucca, e lo ha pagato 10mila lire al giorno, che all’epoca era una bella cifra, affinché gli prestasse il mezzo. Non solo, Fellini ha voluto che lui e la moglie facessero le comparse nella scena del matrimonio. L’abito indossato dalla moglie di Ugo Trucca e il suo motocarro sono ancora esposti al museo Taruffi di Bagnoregio”. 

Anche il legame tra Sordi e Viterbo era molto forte. L’attore è stato protagonista di molti film di successo girati nella Tuscia, come I vitelloni (regia di Fellini) del 1953, Lo scapolo del 1955 e molti altri. Poi, nel 1960, è stata la volta del Vigile, probabilmente uno dei film più famosi di Sordi, con l’indimenticabile scena del traffico appena fuori Porta Fiorentina, o quella in cui il protagonista insegue il sindaco, interpretato da Vittorio De Sica, mentre si reca di nascosto dall’amante.

Tra aneddoti vari, Ceniti ha raccontato anche del suo inaspettato incontrato con Alberto Sordi, mentre l’attore si trovava a Viterbo per le riprese del Vigile: “In quegli anni al palazzaccio c’era il gruppo d’arte di Viterbo. Una sera stavamo facendo le prove di una commediola, quando all’improvviso sono entrati Flavio Mogherini e Alberto Sordi. Ci hanno chiesto cosa stessimo facendo e si sono fermati a vederci recitare. Poi ci hanno chiesto chi volesse fare la comparsa nel film che stavano girando, e così sono riuscito a partecipare alle riprese”.

Una storia intensa, insomma, tra Viterbo e il cinema. Ma anche una storia di amicizia tra Fellini e Sordi che vede Viterbo come sfondo. “Per le riprese dei Vitelloni – ha raccontato il giornalista Rescifina – il produttore non voleva Sordi. È stato Fellini a imporsi. I due erano molto amici e avevano affrontato insieme gli anni più difficili delle loro vite. Sordi è riuscito a recitare nel film, ed è stato un successo”.

Edoardo Venditti

 

 


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