Viterbo – (f.b.) – Fideiussioni e intermediazioni irregolari per centinaia di migliaia di euro.
Sei persone sono finite nei guai con le accuse, a vario titolo, di abusiva attività finanziaria, truffa aggravata ai danni dello stato o altro ente pubblico e sostituzione di persona.
Le indagini hanno impegnato gli uomini del comando provinciale delle fiamme gialle di Viterbo guidate dal colonnello Andrea Pecorari per circa un anno e sono proseguite, quindi, anche durante il periodo di lockdown imposto dall’emergenza Coronavirus.
Le operazioni finanziarie definite illecite dalle forze dell’ordine riguardavano tutto il territorio nazionale e coinvolgevano persone sparse in tutta la penisola. Uno dei sei denunciati era del Viterbese, come pure un’azienda di Onano che opera nel settore dei rifiuti, anch’essa interessata ai traffici emersi dalle indagini.
Il modus operandi era molto articolato e riusciva a far muovere cifre da capogiro: si parla di un volume di affari illegali di centinaia di migliaia di euro.
Si trattava, secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine, di una società finanziaria non abilitata ad emettere fideiussioni, che le emetteva lo stesso e che, per questo, riceveva dei compensi, ma quando si trovava a dover onorare gli impegni presi con la pratica fideiussoria, non ne era in grado oppure non lo faceva.
Un’indagine importante e di vaste dimensioni che, tra l’altro, non è finita. I finanzieri della compagnia di Viterbo, coordinati dal maggiore Rosario Masdea, stanno ancora lavorando a una serie di documenti che potrebbero portare ad ulteriori riscontri e risvolti della vicenda.
Ma non ci sono solo le fideiussioni irregolari nel mirino degli investigatori. Quella società, infatti, secondo le verifiche delle fiamme gialle si sarebbe servita anche di broker assicurativi compiacenti che procacciavano futuri clienti finali.
– Truffa aggravata e attività abusiva d’intermediazione finanziaria, sei denunce

