Sassari – “Non voglio più morire tutti i giorni, voglio morire una sola volta”. Il boss mafioso Salvatore Cappello si rivolge, stando a quanto riferisce Adnkronos, al presidente della repubblica Sergio Mattarella.
Il boss catanese è stato arrestato nel 1992 e da allora sconta l’ergastolo al 41 bis nel carcere di Sassari.
Cappello si è rivolto a Mattarella “affinché intervenga a far eseguire la condanna inflittami dalla Corte d’Assise di Catania e Milano cioè la condanna a morte nascosta dietro la parola ERGASTOLO, con FINE PENA 9999, cioè FINE PENA MAI! Chiedo che la condanna venga eseguita perché dopo 24 anni, di cui 23 passati al 41 bis, SONO MORTO già tante di quelle volte che non lo sopporto più”.
Ha quindi precisato: “Non intendo impiccarmi o suicidarmi. Siete voi che dovete eseguire la sentenza”.
“Non sono un santo, sono, o meglio, ero, un delinquente. Ma – prosegue la lettera di Salvatore Cappello – sono 10 anni che ho dato un taglio a tutto per amore dei miei figli e dei miei cari. Ma ciò non è servito a niente perché le procure non vogliono che tu dia un taglio al passato, o ti penti o sei sempre un mafioso da sfruttare tutte le volte che fanno un blitz sfruttano il tuo nome per dare più risalto per dare più peso al blitz”.
“Signor Presidente, sono 23 anni che non ho una carezza dei miei genitori – conclude nella lettera -, che non abbraccio i miei figli, che non tocco la mano di mia moglie, perciò mi chiedo ‘è questa la vita che devo fare fino alla morte’? E allora facciamola finita subito, FUCILATEMI! P.S. NON RESTITUITE IL CORPO ALLA MIA FAMIGLIA, SAREBBERO PER LORO ALTRI PROBLEMI. GRAZIE”.
L’avvocato Giampiera Nocera, difensore di fiducia di Salvatore Cappello, precisa che la lettera è rivolta in realtà al tribunale di sorveglianza competente territorialmente e non al presidente.
