VIDEO – Incendiano auto con bottiglie Molotov a Terni, i poliziotti della squadra mobile arrestano due giovani: “Estorsione per un debito di droga”
Pubblicato da Tusciaweb su Venerdì 17 luglio 2020
Terni – Incendiano un’auto nel cuore della notte, la polizia arresta due giovani ternani. Sono “accusati – come spiegano gli agenti in una nota – di essere gli autori dell’estorsione, attuata con atti intimidatori come l’incendio di un’auto, nei confronti di due fratelli, per un debito di droga contratto da uno dei due”.
L’episodio è avvenuto nella notte di domenica 12 luglio a Borgo Rivo, Terni. L’indagine è stata condotta dagli agenti della polizia di stato e coordinata dalla procura.
La questura di Terni ricostruisce: “Seicento euro, questo il debito da onorare da parte di due fratelli residenti a Borgo Rivo nei confronti di due giovani ternani che, per convincerli a pagare, non hanno esitato a usare le maniere forti, come il lancio di due bottiglie Molotov contro l’auto parcheggiata nel giardino di casa”.
Le indagini sono state affidate alla squadra mobile. Gli agenti, “d’intesa con l’autorità giudiziaria – continua la nota della polizia -, hanno aspettato che l’estorsore (un 29enne ternano disoccupato, con una precedente segnalazione per reati di droga) si incontrasse, lunedì 13 luglio, con una delle vittime per ritirare una prima parte della somma dovuta”.
A quel punto i poliziotti entrano in azione. “L’uomo – si legge nella nota – è stato fermato dagli agenti e trovato in possesso dei 200 euro che aveva appena incassato. È scattato l’arresto in flagranza per estorsione in concorso”.
Dagli altri elementi raccolti, incrociando dati e testimonianze, “gli investigatori – prosegue la nota – sono risaliti al complice: un ternano di 31 anni, colui che materialmente aveva lanciato le Molotov. Nella sua abitazione gli agenti hanno rinvenuto delle bottiglie di birra artigianale, come quelle usate per le bottiglie incendiarie. In brevissimo tempo la procura di Terni e il gip hanno emesso nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, aggiungendo all’accusa di estorsione in concorso quella di fabbricazione e porto in luogo pubblico di armi da guerra”.
La misura è stata eseguita giovedì mattina. I due giovani sono in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria.



