Viterbo – Cinque anni fa moriva Giuseppe Centamore, il 16enne annegato nella piscina di un camping in Francia. Per ricordarlo, domenica alle 18 e 30 nella basilica della Quercia, verrà celebrata la messa di suffragio.
Intato il padre Salvatore Centamore, con una mail, fa sapere: “Con provvedimento della corte di appello di Nimes, è stato disposto il processo di appello, per omicidio colposo in danno di Giuseppe Centamore, della società La Petite Camargue (proprietaria del residence dove è avvenuto l’incidente mortale) e di Bernard Sauvaire, presidente del consiglio di amministrazione della società”.
Nel 2019 si è concluso il primo processo, sempre a Nimes. “La società Diffazur (costruttrice della piscina all’interno del residence) – scrive Salvatore Centamore -, condannata in primo grado lo scorso novembre a un’ammenda di 200mila euro, non appellandosi ha visto divenire definitiva la condanna”.
Per la morte di Giuseppe, le prime sentenze sono arrivate dopo quasi cinque anni. “L’iter travagliato della procedura – spiega Salvatore Centamore -, a cinque anni dal tragico evento ancora in parte pendente, deve ricondursi sia al continuo cambio dei giudici istruttori (ben tre) che alle indagini supplettive richieste dalle difese che, in ogni caso, alla fine hanno portato la corte di appello di Nimes a ritenere gravi e univoci gli elementi indiziari per sottoporre a processo i soggetti”.
Salvatore Centamore continua: “È da evidenziare tutta l’amarezza per la condotta dei soggetti implicati poichè nessuno, e ribadisco nessuno, ha mai inteso porgere un minimo di scuse alla mia famiglia. Agli imputati del procedimento penale si aggiunge anche l’assoluta mancanza di rispetto degli altri soggetti, tra i quali il network turistico che, sia maledetto il giorno in cui mi ci sono associato, ha mostrato una totale indifferenza al caso, dopo che proprio loro avevano garantito l’assoluto standard di qualità delle strutture federate o comunque affiliate”.
La tragedia di Giuseppe Centamore è avvenuta il 30 giugno del 2015 ad Aigues-Mortes. Il 16enne ha perso la vita mentre stava nuotando. Il suo corpo è stato risucchiato da uno dei depuratori della piscina del campeggio in cui era in vacanza, ed è rimasto bloccato sott’acqua.
Per gli inquirenti si è trattata di morte per annegamento e la dinamica ricostruita nelle indagini è poi stata confermata dai risultati dell’autopsia. Un anno dopo, nel 2016, è arrivato anche l’esito delle perizie eseguite sulla piscina: Giuseppe è stato ucciso da un depuratore troppo potente.
