Viterbo – In una città senza memoria, un amacord del grande Fellini. Viterbo è una città stramba. La sua classe dirigente è ancora più stramba della città. Questa sera, alle 21, abbiamo chiesto ad Antonello Ricci di illustrarci e ricordarci la “città di Fellini”. Nonostante tutto. Partenza dall’istituto Paolo Savi alle 21.
L’immagine di Viterbo può fregiarsi del nome di Fellini, ma chi la governa non ricorda il grande regista, conosciuto e celebrato in tutto il mondo. A cento anni dalla nascita. Incredibile.
E non si tratta di una questione di imbellettamento. Si tratta di una questione alla fin fine economica.
Le città costruiscono la propria immagine per poter attrarre turismo, per potersi far conoscere nel mondo. Spiegare al mondo che Viterbo è la città di Fellini, vorrebbe dire veicolare il nome della città a livello internazionale. Ma costa poco o nulla e nessuno degli amici degli amici ci guadagna, e allora… “Chi se ne frega di Fellini!”.
Viterbo e la Tuscia sono state il set di film che hanno fatto la storia del cinema mondiale. I film di Fellini, dai Vitelloni ad Amarcord, hanno al loro interno le immagini di Viterbo. E questa poteva essere una delle caratteristiche che possono attrarre. Che possono affascinare. Ma nulla si muove a palazzo dei Priori. Con un assessorato alla cultura che, nella migliore delle ipotesi, dorme sonni tranquilli. E intanto si è fatto sfuggire anche Caffeina… Anni fa se ne andò il Tuscia Opera Festival. Ora il tentativo è di desertificate Viterbo. O di tornare alle attività culturali nel segno dello strapaese.
Se c’era una speranza di rilanciare la città, sul piano economico, la cultura poteva essere una delle leve su cui puntare. Ma niente.
Sulla questione non c’è neppure un minimo di dibattito.
Questo passa il convento.
Da anni siamo abituati al nulla prodotto dalle varie amministrazioni. Ma va detto che l’attuale gestione della cultura sta andando oltre il fondo. E continua a scavare. E scava… scava… scava…
Nonostante tutto questo, abbiamo deciso di far noi quello che, in un mondo normale, dovrebbe fare l’amministrazione pubblica: ricordare Fellini e il suo rapporto con Viterbo.
Fellini, oltre a regalarci il suo nome, ci ha regalato immagini indimenticabili. Con i vitelloni che da piazza delle Erbe fanno dieci metri al corso e… arrivano al mare. Basterebbe questa scena per rendere omaggio a Fellini.
E poi, in Amarcord, Alvaro Vitali con i suoi amici si leva il gusto di vedere la Mille Miglia dal pulpito di San Tommaso d’Aquino a Santa Maria Nuova.
Immagini che onorano la nostra città e la condiscono di fantasia e, diciamolo, di poesia. Sarà una cosa trita… Ma di poesia, con i tempi che corrono, se ne vede poca.
E sarà sempre meglio la fantasia e la creatività rispetto al “Chi se ne frega di Fellini”, che sembra echeggiare nelle stanze del Palazzo.
Per chi non ci sta a desertificare Viterbo culturalmente l’appuntamento è questa sera al Paolo Savi…
Carlo Galeotti
Fellini 100, centenario della nascita del regista Federico Fellini
– Passeggiata racconto del narratore di comunità Antonello Ricci organizzata dal quotidiano Tusciaweb in collaborazione con Tuscia Film Fest e l’associazione Comunità narranti.
– Partenza venerdì 3 luglio alle ore 21 dall’istituto superiore Paolo Savi di Viterbo in viale Raniero Capocci.
– La partecipazione è gratuita. Si invitano i partecipanti a portare i dispositivi di protezione individuale così come previsto dalla normativa vigente.

