Bangkok – Nonostante le misure restrittive anti-Covid, in migliaia sono scesi in piazza a Bangkok, capitale della Thailandia, per chiedere una nuova costituzione e nuove elezioni democratiche.
Le prime proteste contro il presidente Prayut Chan-o-cha erano scoppiate già a febbraio, quando il tribunale nazionale aveva deciso di sciogliere un partito politico di opposizione. Lo scoppio della pandemia e le conseguenti misure di contenimento del contagio hanno evitato che le proteste fossero alimentate.
Alcuni sostengono che il governo abbia fatto delle misure di distanziamento un’arma politica per sedare i malumori.
Da giugno sono scoppiate nuove proteste, motivate da nuove soppressioni degli oppositori politici e dal peggioramento delle condizioni economiche successive all’emergenza Covid. Un attivista politico tailandese è stato rapito al confine con la Cambogia e alcuni dissidenti tailandesi in Laos sono stati sequestrati.
In piazza la polizia ha letto con megafoni la legge che limita gli assembramenti e gli stessi organizzatori della manifestazioni hanno imposto il numero massimo di 2000 partecipanti.
Alessio Bernabucci
