Montefiascone – Morte di Aurora Grazini, depositata l’autopsia. È la sedicenne di Montefiascone deceduta nella sua abitazione all’alba di sabato 16 febbraio poche ore dopo essere stata dimessa dal pronto soccorso di Belcolle. In ospedale la giovane sarebbe stata sottoposta a una visita lampo e rimandata a casa dopo la somministrazione di alcune gocce calmanti e un appuntamento per il lunedì successivo con uno psicologo.
Sul caso la procura della repubblica di Viterbo ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, iscrivendo nel regustro degli indagati l’allora responsabile temporaneo del servizio, dottor Daniele Angelini, nel frattempo trasferito con incarico definitivo al pronto soccorso dell’ospedale di Tarquinia.
Secondo le circa cento pagine della relazione della dottoressa Benedetta Baldani, il medico legale cui la pm Eliana Dolce ha affidato l’autopsia, la morte sarebbe sopraggiunta per una serie di fattori concomitanti.
Tosse, mal di gola, una febbriciattola persistente da alcuni giorni avrebbero debilitato la salute di Aurora.
Il perito avrebbe posto l’accento su presunte negligenze, che sarebbero consistite nell’omissione di una serie di accertamenti: l’elettrocardiogramma, le analisi del sangue e controlli alle vie respiratorie attraverso banali radiografie.
Accertamenti che peraltro, anche se effettuati, non sarebbe possibile dire se avrebbero scongiurato il verificarsi comunque della tragedia.
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Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
