Bolzano – “Non ci può essere libertà se non si permette ad una persona di essere razzista”. Queste sono le parole scritte lo scorso 4 luglio su Facebook da Matteo Gazzini, esponente leghista di Bolzano e candidato per la Lega nel 2018 alla Camera nella circoscrizione estera, senza essere poi eletto.
“Non ci può essere libertà se non si permette ad una persona di essere razzista. Il problema non è il razzismo, ma la discriminazione che il razzismo crea e questo è inaccettabile in una società civile”.
Sui social il post è stato soggetto ad apprezzamenti ma anche a critiche e per chiarire la propria posizione ed evitare fraintendimenti.
“Un mio post riguardante il razzismo e la discriminazione è stato sapientemente strumentalizzato da persone in mala fede. Tale post voleva provocatoriamente sottolineare che di per sé un’opinione razzista, sebbene deprecabile, non sia reato. Nei paesi liberi esiste la libertà di opinione (art. 21 Cost.) garantita addirittura costituzionalmente. Sottolineavo invece che il reato scatta quando l’opinione razzista sfocia nella discriminazione o altre condotte illecite, ed oltretutto avevo pure aggiunto che tale cosa era inaccettabile. Cosa invece preoccupante sono le fake news di odio riguardante un post che invece vuole fare solo ragionare…”.


