- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

“Pang si è accanito su Norveo Fedeli”, contestata all’omicida l’aggravante della crudeltà

Condividi la notizia:

Norveo Fedeli

Norveo Fedeli

Michael Aaron Pang

Michael Aaron Pang

Fausto Barili

Fausto Barili

Omicidio in via San Luca - Il magistrato Eliana Dolce

Sopralluogo del pm Eliana Dolce sulla scena del crimine

Omicidio Fedeli - Michael Aaron Pang

Michael Aaron Pang ripreso in strada dalla videosorveglianza

Viterbo – “Pang si è accanito con efferatezza e brutalità su Norveo Fedeli”, contestata all’omicida reo confesso anche l’aggravante della crudeltà.

Michael Aaron Pang, in base a quanto emerso nelle scorse udienze, ha calpestato la testa della vittima lasciandogli sul capo l’impronta di una scarpa, ha scattato una fotografia al cadavere a terra in una pozza di sangue, gli ha spaccato il cranio a colpi di sgabello, con una violenza e un accanimento tali da fracassare l’arma del delitto.

Per questo l’avvocato di parte civile Fausto Barili ha presentato istanza a nome dei familiari, chiedendo alla pm Eliana Dolce l’aggravamento della posizione di Michael Aaron Pang, che il pubblico ministero ha formalizzato ieri, facendo saltare l’interrogatorio del killer reo confesso che il 3 maggio 2019 ha brutalmente ucciso il commerciante viterbese 74enne all’interno del suo negozio di abbigliamento in via San Luca.

Un’udienza lampo. A fronte dell’ulteriore contestazione, infatti, gli avvocati Remigio Sicilia e Giampiero Crescenzi, che coordinano il collegio difensivo del 23enne americano, hanno chiesto i termini a difesa, per cui tutti gli adempimenti previsti sono stati rinviati al 14 settembre, quando si tornerà in aula per sentire la versione dell’omicida (accusato anche di rapina) e completare l’istruttoria, almeno nelle intenzioni della presidente della corte d’assise, giudice Silvia Mattei. 


Crudeltà, un’aggravante da ergastolo

E’ stata la famiglia Fedeli a chiedere alla pm Eliana Dolce, tramite l’avvocato di parte civile Fausto Barili, di integrare il capo d’imputazione con la contestazione suppletiva della crudeltà.

“Si tratta di una aggravante ulteriore ai sensi del 517 del codice di rito, l’aggravante della efferatezza e della brutalità”, spiega Barili.

“Abbiamo presentato tale istanza perché, a nostro modo di vedere, i risultati sin qui prodotti dal dibattimento hanno posto la necessità di valutare questo tipo di situazione, che si realizza quando il complesso della dinamica omicidiaria eccede i limiti di quella azione che è necessaria a determinare l’evento morte. L’aggravante della crudeltà, nell’ipotesi di omcidio, si verifica nel momento in cui l’azione dell’omicida è di molto eccedente rispetto a quellia che da sola sarebbe stata sufficiente a determinare l’evento morte”. 

“In questo caso -prosegue il legale – ci siamo confrontati con una istruttoria dibattimentale che ci ha messo nella condizione di verificare come Fedeli sia stato marrtoriato di colpi, sicuramente molti colpi in più rispetto a quelli che sarebbero stati idonei a cagionarnae la morte, colpi inferti con una brutalità e con una pervicacia e un accanimento sicuramente smisurati”.

“E’ emerso che gli è stato calpestato il cranio. In questo scenario e in questo contesto anche la foto scattata al cadavere è un elemento importante. Ci saranno punti di vista differenti, come sull’intero contesto, perché è chiaro che noi leggiamo gli atti in chiave accusatoria e c’è sicuramente chi lo fa invece da tutta altra prospettiva. Certo è che i risultati fin qui prodotti dal dibattimento hanno indotto la fottoressa Dolce a formalizzare la contestazione suppletiva”.

L’aggravante della crudeltà – ricorda in conclusione Barili – è un’aggravante che determina l’nnalzamento della pena sino all’ergastolo”.


“Sulla testa di Norveo l’impronta di una scarpa dell’assassino”

L’agghiacciante particolare è emerso nel corso dell’udienza dello scorso 28 gennaio, durante la testimonianza dell’assistente capo Marilena Mazzucco. E’ stata tra i primi a intervenire. All’interno della boutique un forte odore di sangue, disordine.

“A metà del primo ambiente c’era il cadavere. A terra un manichino, tracce ematiche dappertutto, orme di scarpe, sangue sul pavimento e anche sugli scaffali e sui capi d’abbigliamento sugli scaffali”, ha detto, descrivendo le immagini delle foto scattate nell’immediatezza dalla scientifica. 

“C’era una scia di sangue da trascinamento tra il bancone e il corridoio a sinistra. Una coppia di calzini a terra. Tracce di sangue anche sui cartoni sul bancone. Orme di scarpe. Tracce di sangue su un manichino, sulle inferriate del negozio, sia destra che sinistra, colatura di sangue su uno spigolo, altre tracce di sangue sul maniglione della porta d’ingresso. Un gufo bianco intriso di sangue. Sangue sul corrimano”, ha proseguito.

“Il cadavere è stato rinvenuto prono in una pozza di sangue. Di fatto il sangue era un po’ ovunque, schizzi, colature. Una scia dal bancone fino a dove è stato trovato il cadavere, trovato con le mani serrate. Abbiamo trovato peli sul pavimento e le mani di Fedeli. A destra a terra c’era una maglietta imbrattata di sangue. Appallottolata a terra”, ha spiegato la testimone.

Quindi l’impronta di scarpa sulla testa della vittima.

“C’era una traccia particolare sulla testa della vittima -ha detto l’assistente capo Mazzucco – una zigrinatura che corrispondeva alla forma della suola delle scarpe sequestrate a Pang. Un’impronta di una suola di scarpa sul cuoio capelluto di Norveo, una specie di livido, per fare il quale deve esserci stata una pressione di una certa consistenza”. 

Silvana Cortignani


Condividi la notizia: