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Scrive alle amiche della ex: “Oggi abbiamo fatto l’amore”, condannato per stalking

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Viterbo - Il tribunale

Viterbo – Il tribunale

Viterbo – (sil.co.) – Lascia la moglie per andare a vivere con l’amante, ma continua a sentirsi con la ex consorte. La nuova compagna lo scopre, non gradisce che i due abbiano ancora rapporti e la coppia ben presto si sfascia, con lei che lo denuncia per ben quattro volte nel giro di otto mesi. Per tentato furto, violazione di domicilio e stalking.

Nel frattempo anche loro si sarebbero rivisti. Con lui che, in un’occasione, dopo che lei lo aveva già querelato per stalking, avrebbe mandato un messaggio alle sue amiche per dire: “Oggi è venuta a casa mia e abbiamo fatto l’amore”. Beccandosi una ulteriore denuncia. 

La prima querela risale al 23 dicembre 2018, per tentato furto e violazione di domicilio, quando nel cuore della notte l’imputato si sarebbe scagliato armato di un cric contro il portone di casa della presunta vittima. Le altre per stalking. Due querele a primavera dell’anno scorso e un esposto a inizio agosto 2019 quando l’uomo l’avrebbe raggiunta a Milano e avrebbe cercato di parlare con lei, senza muoversi però dal marciapiede situato sull’altro lato della strada e allontanandosi subito dopo non esserci riuscito.

Il processo, col giudizio immediato, è iniziato lo scorso mese di novembre. Nel frattempo le acque si sarebbero calmate, la ex ha rinunciato alla costituzione di parte civile e i due sarebbero amici. Ma il processo è andato avanti lo stesso, davanti al giudice Gaetano Mautone, con il pubblico ministero che ieri, ultima udienza, ha chiesto una condanna a nove mesi di reclusione, ritenendo sufficientemente provate le accuse.

Non secondo la difesa. “La prima denuncia per stalking è stata quando lui è andato a casa della presunta parte offesa per restituirle il televisore che lei rivoleva indietro, trovandoci anche il fratello e un amico”, ha sottolineato il legale dell’imputato.

“La seconda, il 25 marzo 2019, è stata dopo che lei si era recata a casa dell’imputato, per dirgli che, anche se lo aveva querelato, non era vero che aveva paura di lui. In quell’occasione il mio assistito mandò un messaggio alle sue amiche, dicendo loro ‘Oggi è venuta da me e abbiamo fatto l’amore’ e lei lo ha querelato di nuovo. Ma ora sono amici, tant’è che la donna ha rinunciato alla costituzione di parte civile e non ha mai chiesto il risarcimento dei danni al portone, perché nessuno dei testimoni ha potuto affermare con certezza che l’uomo visto armeggiare nell’ombra con un cric in mano fosse proprio lui “, ha concluso il difensore,

Il giudice, dopo una breve camera di consiglio, ha condannato l’imputato a otto mesi e 15 giorni di reclusione, con sospensione della pena. 

 

 


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