Ronciglione – Alle 18 gli avrebbe detto “Sei l’amore della mia vita”, verso le due di notte avrebbe deciso una volta per tutte di lasciarlo. Sarebbe questo per l’accusa il movente del femminicidio.
“Questa è la nostra prima foto insieme! Sei l’amore della mia vita! Torna ho bisogno di abbracciarti forte ti pregooooo”. E’ il testo dell’ultimo messaggio inviato da Maria Sestina Arcuri a Andrea Landolfi alle 18 e tre minuti di domenica 3 febbraio, otto ore prima la drammatica caduta dalle scale di casa della nonna del fidanzato, in via Papirio Serangeli a Ronciglione, in seguito alla quale la 26enne è deceduta e il pugile romano 31enne è finito a processo per omicidio volontario e omissione di soccorso davanti alla corte d’assise del tribunale di Viterbo.
Un messaggio Whatsapp ritenuto fondamentale dai difensori Serena Gasperini e Daniele Fabrizi, che hanno contestato all’accusa di averlo deliberatamente omesso, chiedendone l’acquisizione all’udienza del 2 luglio e sottolineando come, oltre alle parole di una ragazza innamorata, che quindi non aveva alcuna intenzione di chiudere la relazione nonostante la coppia quel giorno avesse litigato, significativo sia il fatto che Sestina abbia anche allegato una foto così significativa per la coppia, la prima scattata insieme.
“Non è stato omesso, semplicemente abbiamo selezionato quelli ritenuti rilevanti”, è stata la replica. Per l’accusa, come è noto, il movente del delitto sarebbe stata la decisione definitiva da parte della vittima di farla finita con Andrea Landolfi, di chiudere una volta per tutte quella relazione che tanto l’avrebbe fatta soffrire con un uomo dipendente dall’alcol e che diventava violento ogni volta che si ubriacava.
“Io una vita così non la voglio”, diceva pochi giorni prima Sestina a Andrea, la notte tra venerdì 1 e sabato 2 febbraio. Un vocale che è stato fatto ascoltare in aula dal pm Franco Pacifici durante l’ultima udienza del processo. “Io non lo so che faccio – risuona ferma e pacata la voce di Sestina – ho solo una vita e viverla così mi spaventa“. Ma verso le cinque del pomeriggio di sabato 2 febbraio, come da programma, la coppia, che sta insieme dalla fine di ottobre e convive da novembre, raggiune con il figlioletto di lui la casa di Ronciglione, dove li aspetta nonna Mirella Iezzi e dove la notte tra il 3 e il 4 febbraio Sestina è precipitata dalle scale, morendo il 6 febbraio a Belcolle dopo due giorni di agonia.
Per i legali di Landolfi non c’è alcuna disperazione nei messaggi di Sestina, ci sono state una serie di forzature, sono state estrapolate solo delle liti di una coppia fresca e gelosa, con lui che esce e lei che non vuole, non è stato ascoltato nemmeno un audio di Andrea, sarebbero state omesse prove a discarico addirittura non facendole inserire nelle annotazioni. I litigi emersi attraverso le chat si conterebbero sulle dita di una mano. E ogni volta hanno fatto subito pace.
In quello del 15 dicembre Sestina dice a Landolfi: “Stavolta ci credevo veramente, ma dopo ieri sera… dopo quel momento di schizofrenia forte… non ti riconoscevo… mi spingevi, ti ho strappato il giubbino per tenerti, sennò avresti fatto chissà che cosa, senza motivo poi, perché attaccavi briga con tutti, anche i passanti. Ma io dico, posso fare certe figure di merda a 26 anni? A 26 anni devo tenere sotto controllo uno che ha 30 anni e che mi fa fare queste figure di merda in mezzo alla strada?Renditi conto io che umiliazione… una passante si è fermata e si è messa in mezzo, a me e a te, una passante ha capito che mi spingevi… onestamente io una vita così non la voglio… Hai voglia di bere? Bevi, ma non lo puoi fare con me. Da oggi, anzi dalla notte scorsa, io per la mia strada, tu per la tua, perché tu una ragazza come me non la meriti, non la meriti proprio”.
Litigano e fanno pace. Si cercano. Sempre domenica 3 febbraio, dopo che Landolfi si è allontanato da casa della nonna col figlioletto prima di pranzo per fare ritorno solo nel tardo pomeriggio, lei lo riempie di messaggi, chiedendogli di tornare. Tra l’altro dai tabulati emergerebbero una quarantina di chiamate di lei senza risposta al cellulare del fidanzato. A un certo punto però sarebbe Andrea a cercarla, quando, secondo l’accusa sotto dettatura dell’imputato, il supertestimone del pub, chattando con la 26enne che gli chiede di Landolfi, le risponde: ““Sono tre ore che mi parla di te, ti ama veramente, ha gli occhi spenti, sta male, è triste, è un ragazzo d’oro”.
La 26enne si rabbonisce: “E’ la gioia della mia vita, lo amo veramente”. Infatti, come ha detto il carabiniere del nucleo investigativo che ha passato al setaccio lo smartphone della ragazza, manda un ultimo messaggio a Andrea: “Ti prego, mi vieni ad abbracciare un po’? Per favore torna a casa“. Ma per l’appunto la difesa ha fatto notare ai giudici togati Gaetano Mautone e Roberto Colonnello e ai sei giurati popolari che quello non era l’ultimo messaggio. L’ultimo è quello con allegata la prima foto insieme, in cui Sestina scrive: “Questa è la nostra prima foto insieme! Sei l’amore della mia vita! Torna ho bisogno di abbracciarti forte ti pregooooo”.
Erano appena scoccate le 18 di domenica 3 febbraio e a quell’ora lei non voleva lasciarlo, gli dice “Sei l’amore della mia vita”. Lui torna, escono col bambino, mangiano una pizza, vanno al pub. All’1,36 risulta che Sestina abbia cercato un bed and breakfast a Ronciglione. Verso le due è precipitata dalle scale.
Secondo la ricostruzione della dinamica messa a punto col laser scanner dal Ris per la procura, lei stava scendendo le scale mentre Andrea le saliva.
Silvana Cortignani

