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Vetralla – (sil.co.) – Il postino suona sempre due volte, i ladri no. Ne sanno qualcosa un fratello e una sorella di Cura di Vetralla che nel 2017, sentendo suonare al campanello della porta di casa, hanno pensato che fossero i vicini e non hanno aperto.
Non erano però i vicini, ma degli aspiranti ladri che, pensando non ci fosse nessuno in casa, hanno provato a scassinare la serratura per entrare.
“Ci siamo detti che doveva essere sicuramente qualche condomino che cercava mamma o papà, ma siccome i nostri genitori non c’erano e noi stavamo studiando abbiamo fatto finta di niente”, hanno detto i due ragazzi, che oggi hanno rispettivamente 22 e 27 anni, al processo ai presunti ladri che si è aperto ieri davanti al giudice Gaetano Mautone.
“Neanche dieci minuti dopo abbiamo sentito armeggiare dietro la porta, dei rumori come se ci fosse qualcuno che provava ad aprire. Allora siamo andati a vedere dall’occhiolino, ma era tutto nero. Abbiamo aperto e non c’era nessuno, ma c’erano dei pezzetti di legno corti per terra e uno infilato nel blocchetto della serratura, quindi abbiamo chiamato i carabinieri”, hanno proseguito i testimoni.
Subito sopraggiunti, i militari hanno fermato per tentato furto aggravato in concorso due persone di etnia rom sotto il palazzo.
“Non sappiamo come siano entrati nel palazzo, ma abbiamo saputo che c’erano stati dei tentativi di scasso in tutti gli appartamenti”, hanno concluso i due ragazzi.
Il 12 marzo 2021 saranno sentiti i carabinieri, poi la sentenza.
