Viterbo – “E’ stato peggio del Coronavirus”. Un’affermazione che di questi tempi prende in contropiede non appena la senti. Via Cairoli, Viterbo. A parlare è Saul Pallotta che da 53 anni gestisce una tabaccheria a ridosso del sacrario. Cos’è che è stato peggio del Covid?
“Il comune di Viterbo – risponde Pallotta – ci doveva dare 2 mila euro di quando hanno rifatto la strada nel 2017. Abbiamo presentato 200 documenti, ma ancora non s’è visto niente. Tu l’hai visti? Siamo stati chiusi per un anno e mezzo. Ed è stato peggio del Coronavirus. Perché non veniva nessuno. Stavamo a dì il rosario”.
Viterbo – Via Cairoli
Pallotta parla dei lavori di rifacimento del manto stradale in via Cairoli. Avviati dalla giunta dell’ex sindaco Leonardo Michelini. Lavori che avrebbero pesato enormemente sulle economie delle attività commerciali lungo la strada. Addirittura più del Coronavirus.
Viterbo – Via Cairoli – Gianfranco Grazini e Saul Pallotta
Saul Pallotta è seduto a una scrivania di fronte al banco dei tabacchi. Inizialmente tiene lo sguardo basso. Poi all’improvviso ti fissa dritto negli occhi e ti spiega come stanno le cose. Giocando di tanto in tanto con la mascherina chirurgica che tiene tra le mani.
A dargli man forte Gianfranco Grazini, fotografo che su via Cairoli c’ha un negozio da 55 anni. Sbuca alle spalle e ti dice subito la sua che quasi nemmeno te l’aspetti. “Ce l’avevano promesso – dice subito Grazini -. I 2 mila euro ce li avevano promessi. Anche il contributo di mille euro a fondo perduto per le conseguenze economiche del Coronavirus devono ancora arrivare. Evidentemente erano a fondo perduto. Infatti, sembra siano andati perduti”.
Viterbo – Via Cairoli – Il negozio di Saul Pallotta
Via Cairoli è una delle principali vie del centro storico di Viterbo. Tiene insieme, col suo passaggio, la zona di piazza della Rocca con quella che sta a valle di Corso Italia. La riva destra di una specie di conca dove una volta, in via Marconi, passava il fiume Urcionio sotterrato dal fascismo un ottantina d’anni fa.
Viterbo – Via Cairoli – I parcheggi
E col Covid come è andata? “Stiamo vendendo le mascherine – ribatte subito, sarcastico, Pallotta -. Quelle che che ci manda la protezione civile. Ne abbiamo vendute più di 500. E domani (oggi ndr) ne arriveranno altre 500″. Dopodiché va al dunque. “La chiusura ha pesato – spiega infatti Pallotta -. Abbiamo perso più del 70% del fatturato complessivo. Abbiamo fatto due mesi di pausa. Per marzo e aprile è stato spaventoso. Abbiamo ripreso i primi di maggio. Per recuperare i mesi persi ci vorranno anni. Ormai non si recuperano più. Il perso è perso. Non si recupera più niente, caro amico”.
Viterbo – Via Cairoli – Il negozio di Saul Pallotta
Tuttavia l’economia pare che lungo la via abbia ripreso a girare. “Quelli che eravamo siamo rimasti – commenta Pallotta -. Non ci sono state chiusure di negozi. Quelle ci sono state un anno, due fa”. E pare siano state 6, 8 in tutto. Tant’è che i locali sfitti si notano. “Stiamo come sempre”, aggiunge Pallotta.
Viterbo – Via Cairoli – Un locale in affitto
Davanti alla tabaccheria Pallotta c’è la chiesa dedicata oggi ai caduti di tutte le guerre. Architettura quattrocentesca con in cima una cupola araba. Alle spalle un paio di palazzi anni ’50-’60 che ne risentono la presenza. Poco oltre la chiesa degli Almadiani con la doppia facciata. A valle la porta di Faul con il parco e il Gigante, la scultura di Seward Johnson. A monte, il quartiere di San Faustino con chiesa e fontana medievali e qualche centinaio di metri più in là il convento della Trinità, con l’ordine degli agostiniani lì dentro da 700 anni. Un quartiere storico. Punto di riferimento, da sempre, per gli immigrati. Prima italiani e adesso stranieri. E le tensioni non mancano. “E’ difficile convivere – sottolinea Grazini -. I problemi sono tanti e a volte la gente ha paura. Noi stessi stiamo cambiando la sede del negozio per evitare conflitti. Resteremo però su via Cairoli”.
Viterbo – Via Cairoli – La segnaletica
Lungo la via ci sono almeno una venticinquina di attività commerciali. Manca un po’ l’abbigliamento, ma per il resto c’è di tutto. Bar, fotografo, notai, b&b, ristoranti, pizzerie, articoli militari, una libreria. Ci sono anche 24 parcheggi, 3 per i disabili, e tre piccoli secchi per gettare i rifiuti. La segnaletica verticale lascia invece a desiderare. Il cartello che indica il senso unico è infatti un po’ vecchiotto.
In via Cairoli c’è anche un albergo, come quelli di una volta. Un hotel, chiuso fino al 25 agosto. “Cosa ci danneggia un po’ – spiega Pallotta – perché ospitava gite turistiche dall’Austria, dalla Germania e da altri paesi europei. Ma se i turisti non ce so, non ce so”.
Una via, via Cairoli, che fa anche da spartiacque tra il quartiere popolare di una volta e le case popolari arrivate nel corso del ‘900.
Viterbo – Via Cairoli – L’hotel Tuscia
Tuttavia la gente, dopo l’emergenza, ha ripreso a girare. “Lavoriamo agli stessi ritmi con cui lavoravamo a febbraio, prima del Covid”, dichiara infatti Pallotta.
“Bisogna essere ottimisti – conclude infine Grazini -. Ci vuole del tempo. Io mi ricordo la guerra. Ed è stato peggio”.
Daniele Camilli
Multimedia: Fotogallery: Via Cairoli – Video: Saul Pallotta e Gianfranco Grazini






