Viterbo – (g.f.) – “Contributo a fondo perduto per i ristoranti, Viterbo non c’è”. Giacomo Barelli scorre l’elenco, ma tra i 29 centri storici cui il governo riconosce lo specifico contributo, non figura la città dei papi.
“Il fondo è per la diminuzione del turismo internazionale, contenuta nel decreto agosto”. Figurano Venezia, Verbano, Firenze, Rimini, ma anche Siena e Lucca. Non Viterbo.
“Non è come meriterebbe tra le città d arte e di cultura, alla stregua di Siena, Matera, La Spezia Ragusa, Lucca, Bergamo – prosegue Barelli – ammesse al contributo per gli esercizi commerciali dei centri storici”.
Il criterio è il numero dei turisti stranieri, con il crollo degli arrivi che ha messo in ginocchio i negozianti dei centri storici”.
Barelli ha già fatto due conti. “L’indennizzo che non arriverà coprirà una parte di questa differenza, con uno sforzo maggiore per i più piccoli: il 20% della differenza per chi l’anno scorso aveva ricavi fino 400 mila euro, il 15% per ricavi tra 400 mila e un milione di euro, il 10% per ricavi superiori al milione di euro.
Tutto ciò con buona pace del sindaco e dell’assessore alla Cultura, troppo impegnati a tenere stretta la loro poltrona nelle beghe di partito e non certo preoccupati delle gravi difficoltà del settore turistico e culturale, che in soli due anni hanno fatto regredire di oltre 20 anni e che oggi è in ginocchio a causa del Coronavirus”.
