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Beirut – (sil.co.) – “È tremata la terra e io ho pensato fosse un terremoto, mentre tutti i libanesi hanno detto ‘è una bomba’, perché loro sono ‘abituati’ al terrorismo, io no”.
È la testimonianza dell’artista viterbese Laura Allegrini, che dal 2017 fa la spola con il Libano, dove per motivi di studio si trova ininterrottamente da quasi un anno. Un paese che ama profondamente e del quale, in veste di cantante, ha anche registrato una versione in lingua araba dell’inno nazionale, eseguito in ambasciata nel 2018 in occasione della festa per il 75esimo anniversario dell’indipendenza.
“Incredibilmente sono serena. La notte scorsa avrò dormito sì e no due ore, dopo avere realizzato che solo un quarto d’ora prima ero dove è avvenuta l’esplosione”, spiegava Laura nel tardo pomeriggio di ieri a Tusciaweb.
“Ma quando oggi le mie amiche mi hanno detto della rete di solidarietà che è scattata immediatamente, allora ho ritrovato anche io subito la forza, nella forza di questo popolo forte e fiero che sono i libanesi”, dice.
“Chiese e moschee hanno aperto agli sfollati, è stato già allestito un ospedale da campo in centro e in tutto il paese è partita una gara di solidarietà per ospitare le famiglie rimaste senza tetto e i parenti delle vittime. Senza parrocchia, nel senso che tutti aiutano tutti, senza divisioni tra le varie confessioni”.
“I danni sono ingenti, non solo in termini di vite umane – spiega Laura – sicuramente i morti sono tanti, il porto è una zona centrale di Beirut, dove ci sono bar, ristoranti lussuosi, alberghi, abitazioni. Al porto c’è di tutto, c’è tutto, succede di tutto, ce n’è uno solo in Libano importante, tutto si muove lì, è l’unico porto importante in Libano”.
“Mi diceva una mia amica che lì c’erano riserve di medicinali, che i medici libanesi stanno raccogliendo anche in Italia, riserve di grano che qui sta scarseggiando, e che sono andati distrutti. Ci saranno sicuramente un sacco di morti, le zone che stanno attorno sono completamente devastate. Un botto così non l’ho mai sentito in vita mia ed ero distante”, prosegue.
“Quando ci sono state le esplosioni eravamo in macchina, abbastanza distanti. Quando abbiamo sentito il botto, eravamo scesi dall’auto in quel momento, il cielo si è immediatamente oscurato e poi è diventato di tutti i colori”, racconta Laura Allegrini ancora scossa dell’accaduto.
Sembra passato un secolo da quando, a giugno dell’anno scorso, Laura ha avuto l’onore di esibirsi in concerto in Libano con Ziad Rahbani, figlio e autore della grande cantante Fairuz. Il 2 settembre 2019 l’artista viterbese si è trasferita a Beirut per studiare, il 17 ottobre è scoppiata la rivoluzione popolare, poi è arrivato il Covid e ora le misteriose esplosioni che hanno fatto tremare la capitale e anche il resto del mondo.
“Quarantena permettendo dovrei rientrare in Italia, ma solo per pochi giorni, per sbrigare alcune faccende che non posso rimandare. Non lascerò Beirut, la mia vita per ora continua qui.
Amo il Libano come una seconda patria”, conclude Laura Allegrini, confermando il suo amore per il paese dei cedri.



