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Coronavirus, gli scienziati chiedevano la blindatura dei focolai e questi hanno bloccato il paese…

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Renzo Trappolini

Renzo Trappolini

Viterbo – Può darsi sia come dicono e cioè che siamo i primi in questo e in quello, chi ci governa ha vinto la povertà e per la prima volta ha portato in Italia quasi tutto quello che mancava, abbiamo imposto all’Europa un’inversione di bilancio ad u, si può essere amici di Trump (quello che chiama Giuseppi il nostro capo) ed insieme scambiarci mascherine e contagi con la Cina. A proposito di Pechino, chi ne parla più come origine della peste? A noi italiani, infatti, sarebbe arrivata da più vicino, dalla Germania. Tedeschi untori, ma gli italiani primi a mettere ko il virus e quelli che ancora ce ne portano qualche dose dall’Africa si infettano tra loro. A Treviso, città che solo il 3 agosto aveva registrato incremento zero dei contagi.

Insomma, tutto dovrebbe portare all’autocompiacimento ascoltando i bollettini dei palazzi che contano. Rassicuranti, sia per prudenza usata considerando tutta l’Italia come fosse la Lombardia e il po’ di Veneto, Emilia e Marche infettate a primavera, sia per giustizia fatta alla maniera di Salomone. Quel re che, dovendo assegnare un bambino reclamato da due madri, lo segò in due. Così, da una parte la salute che viene prima di tutto e dall’altra l’economia la quale può ben aspettare e soffrire, tanto c’è abituata.

Decisione appunto salomonica per l’equa ripartizione di danni e dolori tra il nord infettato ed il centrosud che non poteva restare a guardare. Salomonica quanto politica, stando ai suggerimenti disattesi degli scienziati i quali chiedevano solo la blindatura, ma immediata, dei focolai. Questo, però, lo sappiamo adesso dopo esserci fatti tre mesi di domicilio coatto e scoperto chiusure a raffica di bar, ristoranti, negozi, arti e professioni soprattutto nelle grandi città: farsi un giretto al centro di Roma per verificare.

Danni di decine di miliardi. Danni reali, se no a Bruxelles quando mai ci avrebbero consentito di far debito per oltre cento di miliardi di euro?

Restiamo, comunque e con la prudenza che non è mai troppa, in emergenza perché non si sa mai. Poi, a ben vedere, siamo davvero stati i più bravi? Una statistica dice che, causa covid, avremmo avuto cinquantotto morti ogni centomila abitanti, ma ad esempio e per restare ai vicini di continente, la Francia 48, la Svizzera 22, la Germania 11, l’Austria 8 e perfino la Romania, terra nei giorni scorsi in allarme rosso, soltanto 11,8.

Peggio di noi Inghilterra, Belgio e Spagna. Magra consolazione in “questo dolce e beato paese dove chi sbaglia non paga le spese, dove rime scucite tra cuore e dolore sono pretesto per scordare al più presto gli affanni di tutte le ore. Dove, con due soldi di pane e speranza, si beve un bicchiere e si tira a campare”.

Così scriveva e cantava Sergio Endrigo mezzo secolo fa, ai tempi della prima repubblica. Oggi dicono sia diverso. O no?

Renzo Trappolini


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