Roma – “In Italia il dibattito politico si ferma alla Santanchè che balla in vestito verde o ai banchi delle scuole che non arrivano. Questi non sono discorsi politici veri. Anzi, io non li avrei nemmeno comprati i banchi di scuola, potevamo costruire grandi scuole prefabbricate, come in Cina, e avremmo risolto il problema”. Filippo Rossi, ospite ieri mattina del programma Omnibus di La7, lancia la sua provocazione per invitare a “pensare in grande” e “alzare il livello del dibattito”.
Il leader di Buona destra, parlando della chiusura delle discoteche e dei dubbi sull’imminente riapertura delle scuole, stigmatizza l’atteggiamento di “qualche politico che va alla rincorsa quotidiana della polemica sul singolo provvedimento”.
“Trovo giusto che ci sia una questione politica anche nell’affrontare questa malattia e quest’emergenza – dice Rossi -. Ma la politica deve compensare vari interessi, non polemizzare su ogni singolo provvedimento, altrimenti è sindacalismo. In tutto il mondo c’è un sistema economico bloccato. Città come Roma, Firenze e Venezia avranno milioni di turisti in meno quest’anno. Sono queste le tragedie, non se andremo a scuola due giorni prima o due giorni dopo”.
Secondo Rossi “forse l’Italia è stata quella che si è comportata meglio durante un’emergenza che non aveva previsto nessuno in tutto il mondo. Ma adesso dobbiamo essere i migliori nella strategia e investire davvero sulle infrastrutture. Il sistema scolastico italiano è debole da 40 anni perché nessuno ci ha mai investito”.
“Invece di aprire i giornali parlando dei banchi di scuola o del malcontento dei presidi – conclude Rossi – sarebbe più utile fare una grande battaglia su come spenderemo i soldi che arriveranno dall’Europa”.

