Viterbo – La cometa Neowise ha la coda al sodio.
Immagine a colori eseguita il 23 luglio 2020 al massimo ingrandimento possibile (2200mm di focale ad F/4.5), proprio in concomitanza col passaggio ravvicinato.
“Grazie all’accelerazione della luce solare intensa – annuncia lo scienziato-ricercatore della Boston University Carl Schmidt – la coda di sodio assume una forma diversa rispetto alla coda vista nelle immagini normali, che sono dominate da riflessi della luce della polvere materiale. In confronto, la coda di sodio è più stretta, più lunga e punta direttamente lontano dal sole”.
La spinta della luce solare sugli atomi di sodio tende ad essere più forte del suo effetto sulla polvere e altri gas che escono dalle comete. È difficile riprendere le code di sodio, a causa delle emissioni del sole.
Esempi notevoli di comete con code di sodio includono Hale-Bopp (la famosa cometa a occhio nudo del 1997) e la famigerata cometa Ison, che è disciolta poco dopo aver doppiato il sole nel 2013. Un’impresa veramente rara, compiuta grazie all’applicazione di un filtro a banda stretta (1,9 nm) di cui sono committente e (felice) proprietario.
Paolo Candy
Direttore dell’osservatorio astronomico dei Monti Cimini
