Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La scomparsa di Lorenzo Chiarinelli provoca una grande emozione nella comunità viterbese.
Nonostante non fosse più qui con noi da 9 anni, il suo ricordo è impresso nella nostra mente e non c’è dubbio che per la nostra comunità resta un importantissimo punto di riferimento.
Quella comunità che lui stesso ha servito per lungo tempo, offrendo una straordinaria disponibilità all’ascolto e alla comprensione, indicando sempre quelle risposte che aiutassero ciascuno a fare un passo avanti.
Le sue parole si rivolgevano a tutti, credenti e non credenti. Era sempre stimolante ascoltarlo perché aveva la capacità di unire la profondità del vissuto di questa terra, la sua storia e il suo presente, con un’altissima tensione morale e spirituale che teneva aperta la porta della speranza.
I suoi interventi erano sempre il frutto di una ricerca che portava alla luce elementi nuovi di conoscenza che lui metteva a disposizione di tutti, con umiltà e generosità.
È stata una personalità di grande cultura che ha avuto influenza nelle attività del Vaticano. Lavorò con passione alla visita di papa Benedetto XVI. In qualche modo, riteneva che quello dovesse essere il suo saluto alla nostra terra e alle nostre comunità.
Fu un lavoro lunghissimo e paziente affinché quella visita fosse veramente un grande evento di fede e di cultura. Ma non era soltanto il fatto, già grande, della presenza del papa nella nostra città.
Era il rendere evidente il legame profondo che c’era e c’è tra Joseph Ratzinger, la sua storia, la sua cultura, e la Tuscia. Da qui la scelta di Viterbo e Bagnoregio. Viterbo città dei Papi, Bagnoregio città di San Bonaventura sul quale Ratzinger svolse la sua tesi di laurea. Sentir parlare papa Benedetto XVI della Tuscia fu una sensazione enorme.
La figura di Chiarinelli resterà presente e nei suoi confronti ci sarà sempre il nostro pensiero affettuoso.
Alessandro Mazzoli
